PALERMO – Il semplice rinvio a giudizio, in assenza di una sentenza di condanna definitiva, non può giustificare la mancata assunzione in un ente pubblico, a seguito di vittoria di un concorso. È quanto stabilito dal Tribunale di Roma – Sezione Lavoro che ha messo la parola fine al contenzioso tra un vincitore di concorso che si è visto negare il proprio diritto all’assunzione e il Mef che ha ritenuto un rinvio a giudizio incompatibile con la mansione da svolgere.
Aveva partecipato e superato tutte le prove del concorso Ripam per 2.293 posti (profilo Inf), ma una volta assegnato al ministero dell’Economia si è visto rifiutare l’assunzione. Il Ministero, dopo aver riscontrato l’esistenza di un procedimento penale a suo carico, ha considerato la sua posizione incompatibile con le funzioni da assolvere.
Non ritenendo corretta la sua esclusione si è rivolto allo studio legale Leone-Fell & C. per ricevere adeguata tutela e contestare la mancata assunzione.
“Il ricorrente – spiegano i legali Francesco Leone e Simona Fell – all’atto della presentazione della domanda di partecipazione, aveva un procedimento penale a suo carico in primo grado, che ha comunque correttamente dichiarato nella domanda di partecipazione. La mancata assunzione però si pone in violazione con il principio di presunzione di non colpevolezza”.
“In altre parole è come se l’Amministrazione avesse anticipato una condanna che, in verità, non è mai pervenuta. Quindi, in mancanza di una sentenza definitiva, la sua esclusione è illegittima”, proseguono.
I giudici che hanno accolto il ricorso hanno anche condannato il Mef a procedere immediatamente all’assunzione del ricorrente e sancito persino il diritto del ricorrente a ricevere lo stesso trattamento dei colleghi assunti per tempo, e quindi a ottenere le retribuzioni che avrebbe dovuto percepire dal momento dell’assunzione.
Fonte foto Regione Siciliana