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03.07.2026

Oltre 100 uccelli esotici detenuti tra sporcizia e degrado: denunciato allevatore a Palermo

di Redazione | 2 min di lettura

Intervento dei carabinieri del Nucleo CITES: sequestrati pappagalli, canarini e altri esemplari. Tra gli animali anche un pappagallo cenerino senza la documentazione prevista

Oltre 100 uccelli esotici detenuti tra sporcizia e degrado: denunciato allevatore a Palermo
Indice

Oltre cento esemplari di avifauna esotica sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo durante un controllo in un allevamento amatoriale.

L’ispezione, effettuata nell’ambito delle attività di verifica sugli allevamenti di avifauna, ha permesso di accertare la presenza di numerosi animali, alcuni di libera vendita e altri appartenenti a specie tutelate dalla Convenzione di Washington.

Tra gli esemplari presenti c’erano diverse coppie di calopsite, parrocchetti dal collare, parrocchetti monaci, canarini, pappagallini ondulati, circa 70 inseparabili facciarosa e un pappagallo cenerino.

Gabbie sporche e condizioni incompatibili con il benessere degli animali

Secondo quanto accertato dai militari, gli animali erano custoditi in condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti.

Le gabbie e le voliere presentavano accumuli di deiezioni, residui organici, polvere e materiale sedimentato sui fondi, sui posatoi, negli abbeveratoi e nei contenitori del mangime.

Anche i locali dell’allevamento sono stati trovati in evidente stato di incuria e scarsa manutenzione. Condizioni considerate incompatibili con le esigenze degli animali e tali da provocare loro gravi sofferenze.

Per questo motivo i carabinieri hanno proceduto al sequestro degli esemplari e alla denuncia del detentore per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 727 del Codice Penale.

Pappagallo cenerino senza certificazione CITES

Ulteriori verifiche hanno riguardato il pappagallo cenerino, specie inserita nell’allegato A della normativa CITES, che prevede il massimo livello di tutela per gli animali gravemente minacciati di estinzione.

Il proprietario non sarebbe stato in possesso della documentazione necessaria per attestare la provenienza legale dell’esemplare né della certificazione richiesta per detenerlo.

Anche l’animale è stato quindi sequestrato e il detentore denunciato.

Le prescrizioni

Vista la particolare tipologia degli animali sequestrati, per evitare possibili conseguenze legate a un trasferimento immediato di tutti gli esemplari, d’intesa con l’Autorità sanitaria sono state impartite prescrizioni per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità, in attesa delle decisioni dell’Autorità giudiziaria e dell’individuazione di una struttura idonea.

Come previsto dalla legge, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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