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16.06.2026

Quasi 15 mesi per una colonscopia a Trapani, l’Asp: «Errore nella priorità indicata sulla ricetta»

di Redazione | 2 min di lettura
Quasi 15 mesi per una colonscopia a Trapani, l’Asp: «Errore nella priorità indicata sulla ricetta»
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Quasi quindici mesi di attesa per effettuare una colonscopia totale con sedazione cosciente in una struttura sanitaria pubblica. È quanto accaduto a una donna di 49 anni residente a Gibellina, in provincia di Trapani, alla quale il Centro unico di prenotazione dell’Asp ha assegnato un appuntamento per il 2 settembre 2027.

La prenotazione è stata effettuata il 10 giugno 2026, dopo la richiesta presentata dal medico curante. L’esame diagnostico dovrebbe essere eseguito all’ospedale di Alcamo.

Per evitare una lista d’attesa così lunga, la paziente potrebbe rivolgersi a una struttura sanitaria privata, sostenendo però personalmente il costo della prestazione.

La replica dell’Asp di Trapani

L’Asp di Trapani ha spiegato che il lungo tempo di attesa sarebbe dovuto alla priorità indicata nella prescrizione medica.

Secondo l’Azienda sanitaria, in presenza di un test positivo per la ricerca del sangue occulto nelle feci, il medico avrebbe dovuto classificare la prestazione come urgente, con codice U, oppure come breve, con codice B.

L’assenza di una priorità adeguata avrebbe determinato l’inserimento della richiesta nel normale sistema di prenotazione, con l’assegnazione della prima data disponibile.

L’Asp ha comunque fatto sapere di essere al lavoro per contattare direttamente la paziente e individuare una soluzione che consenta di anticipare l’esame.

Che cos’è il percorso di tutela

La donna, secondo quanto comunicato dall’Azienda sanitaria, potrà chiedere al Cup l’attivazione del cosiddetto percorso di tutela.

Questa procedura può essere utilizzata quando una prestazione sanitaria non viene garantita entro i tempi previsti dalla classe di priorità. Qualora non fosse possibile effettuare l’esame nelle strutture dell’Asp, la colonscopia potrebbe essere eseguita presso uno specialista o una struttura convenzionata, con il costo a carico dell’Azienda sanitaria.

«La paziente può e deve chiedere al Cup il percorso di tutela», ha precisato l’Asp, annunciando il tentativo di mettersi in contatto con la quarantanovenne per illustrarle le modalità da seguire.

Le precedenti polemiche sui tempi degli esami

L’episodio riaccende l’attenzione sulle liste d’attesa e sui tempi delle prestazioni sanitarie nella provincia di Trapani.

All’inizio del 2025, l’Asp era già finita al centro delle polemiche per i ritardi nella refertazione e nella consegna di alcuni esami istologici. In un caso, il risultato sarebbe stato consegnato dopo il decesso del paziente; in altri, secondo quanto emerso all’epoca, quando la malattia aveva ormai raggiunto uno stadio avanzato.

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