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17.07.2026

Catania, monsignor Renna sulla crisi Pfizer: “Salvaguardare il capitale umano”

di Redazione | 2 min di lettura

La lettera aperta ai lavoratori, alle lavoratrici e ai dirigenti della Pfizer

Catania, monsignor Renna sulla crisi Pfizer: “Salvaguardare il capitale umano”
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Nel pieno della situazione di crisi dello stabilimento Pfizer a Catania, che rischia di produrre tagli ai posti di lavoro, e in prossimità del tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 22 luglio, l’arcivescovo metropolita di Catania, monsignor Luigi Renna, ha scritto una lettera aperta ai lavoratori, alle lavoratrici e ai dirigenti della Pfizer.

La vicinanza ai lavoratori dell’azienda

“Esprimo la mia vicinanza a ciascuno di voi in questi giorni in cui vedete messo a repentaglio il vostro impiego”, scrive ai lavoratori e alle lavoratrici l’arcivescovo Renna. “La vostra sicurezza economica ci riguarda tutti, perché è la ricchezza di quel ‘noi’ che è la nostra Città e il nostro territorio Etneo, nel quale molti di voi sono nati, da cui non sono partiti, in cui forse siete arrivati da altri paesi e città per contribuire alla crescita del bene comune. È giusto – prosegue monsignor Renna – che voi, con l’aiuto dei Sindacati, con il sostegno delle Istituzioni, in uno spirito di dialogo, manifestiate le vostre esigenze perché la Pfizer non chiuda a Catania, una città alla quale questa grande realtà aziendale ha dato e potrà ancora dare tanto, ma dalla quale ha ricevuto anche quel “capitale umano” che siete voi. Vi sostengo con la preghiera, vi invito ad affidarvi al dialogo con i Dirigenti e alla preghiera in Dio Padre che non fa mancare il pane quotidiano ai suoi figli”, conclude l’arcivescovo rivolgendosi ai lavoratori.

L’appello ai dirigenti Pfizer

Monsignor Renna si rivolge anche ai dirigenti della Pfizer con parole chiare e accorate. “Vi prego di guardare alle condizioni della vostra azienda, che non è in perdita o in crisi come tante altre: forse cerca solo una collocazione che faccia crescere determinati vantaggi. Ma ricordate che i vantaggi più grandi – aggiunge l’arcivescovo – vengono quando i diritti si integrano con i doveri, quando sono assicurati da uno Stato che ha a cuore il diritto del lavoro, in un territorio in cui molti hanno ricevuto fiducia da voi quando sono stati assunti, ma hanno dato anch’essi fiducia all’azienda, con la loro professionalità e dedizione”.

“Voi siete importanti per lo sviluppo di questa parte del Paese! Sapete che le logiche che portano a chiudere un’azienda possono puoi avere una ricaduta ‘a cascata’, perché se non si salvaguarda il capitale umano, che siete anche voi nell’azienda in una posizione apicale, si perde quella umanità e quella idea di sviluppo che è garanzia per i diritti di tutti, oggi dei diritti di questi lavoratori, domani dei vostri. Perciò ponete in atto tutto quello che potete! Dio vi benedica!”.

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