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05.09.2026

Varrà: sono soddisfatto del mercato e sulla carta siamo i più forti, adesso bisogna dimostralo sul campo.  

di Concetto Sciuto | 5 min di lettura
Varrà: sono soddisfatto del mercato e sulla carta siamo i più forti, adesso bisogna dimostralo sul campo.  

Sarebbero decine e decine gli aneddoti legati alla storia del Calciomercato, dai contratti “lanciati” da un separatore all’altro, alle firme nero su bianco a pochi minuti dello scadere della sua chiusura o gli accordi nati e cancellati dopo poche ore, e in questo “nulla di nuovo”  possiamo dire che, quello del Catania con un Varrà scatenato soprattutto nell’ultimo giorno, o forse meglio dire ore, di mercato, rientra di diritto in questo modus operandi tipico dei corridoi dello Sheraton sito in via Caldera 21 a Milano (San Siro). E in conferenza stampa ci racconto il DS quali sono state le vicissitudini per le cessioni e gli acquisti in quel cercare sempre la quadratura del cerchio tra auspicabili incassi  per i primi e con, altrettanto auspicabili,  costi contenuti per i secondi. 

Risultato a chiusura mercato 

“È positivo e sono molto soddisfatto di ciò che ho fatto in questa sessione di mercato e delle operazioni svolte. La più bella emozione è stata a chiusura del mercato alle 19:58 durante le ultime attrattive dove ho visto un’unione che mi ha fatto piacere perché c’eravamo tutti e con una tensione importante perché quelle erano le operazioni che avrebbe deciso il futuro”. 

Per Newsicilia: quanti giocatori acquistati e ceduti hanno soddisfatto le richieste specifiche di mister Longo?

“Possiamo dire tutti, perché doveva essere una triangolazione tra società, DS, allenatore e tutto doveva essere funzionale alla squadra, non importa il nome ma ciò che occorreva al mister. Anche per i ceduti abbiamo rispettato i desideri di Longo”. 

Per Newsicilia: quali problemi le ha creato il salary cap, se ha creato problemi. 

“Il salary cap interno era abbassare l’eta media e gli ingaggi in una sezione di mercato e credetemi non facile e credo ci siamo riusciti”. 

Notizie non vere 

“Non leggo i giornali, non leggo i social e mi sono chiuso pensando al lavoro, non mi sono concentrato su dinamiche che mi facessero perdere tempo. Non capisco le notizie che arrivano dai voi giornalisti che possono destabilizzare l’ambiente e anche il tifoso. Avete un senso di responsabilità importante, vi chiedo di riportare le cose vere anche se queste non sono le responsabilità che hanno inciso su questo momento no del Catania”. 

Quanto tempo occorre per inserire i nuovi?

“Tranne Cabianca e Caligara potranno già essere tutti convocati”. 

Fuori lista 

“Di Marco e Raimo saranno gli unici due fuori lista”. 

Pressione del Massimino 

“La tensione del pubblico non si deve soffrire perché il Massimino deve essere un valore aggiunto non fosse altro che è una sana pressione, così come i giocatori non hanno tensione quando a fine mese chiedono lo stipendio”. 

Da lunedì un campionato diverso

“I giocatori devono essere i protagonisti già da lunedì, vi ricordo che siamo a Catania e bisogna darsi un sveglia perché qui abbiamo bisogno dei risultati fosse anche un gioco brutto”. 

Occorre tempo ma salvaguardando il risultato  

“Un grazie va alla società per avermi fatto lavorare in maniera serena con un certo tipo di budget, poi il rettangolo verde deve darci la conferma perché le parole devono lasciare spazio ai fatti. Assemblare la squadra ci vorrà tempo ma questo non deve essere a discapito del risultato”. 

Mihai 

“Parliamo di un ragazzo di 23 anni che viene dalla Romania con mille difficoltà con problemi personali per cui non dobbiamo essere invasivi e non ho apprezzato la polemica su di lui perché non vedo il problema, si tratta di una cessione come le altre. Atteniamoci al mercato e non cerchiamo cose che non esistono”. 

Nessuno è incedibile 

“Un professionista gioca fino alla scadenza del contratto ed è a conoscenza di chi rinnova e chi non rinnova, ho parlato con ogni singolo giocatore e deve dare il massimo e nessuno è incedibile chi vuole andare via può andare via. Lo spogliatoio è sano e le frasi del mister sono relative alla squadra che non rispecchia il suo pensiero che ci può stare e non è una frase per innescare polemiche”. 

Leonardi 

“Il ragazzo ha chiesto di andare via, mi spiace perché è un giocatore forte ma è in un  sistema di gioco, come ha detto lui, che non riesce ad esprimersi”. 

Tutti titolari

“Abbiamo 24 giocatori in rosa e per me sono tutti potenzialmente titolari e non posso entrare in merito nelle scelte dell’allenatore che sicuramente sarà ponderata”.  

Messaggio ai tifosi 

“Non mi sento di dare nessun messaggio ai tifosi, non sono quello che cerco di vendermi e penso che anche i fischi vanno bene perché sono giusti e proporzionati per la prestazione fatta. Chiedo sempre ai giocatori di garantire proprio al prestazione che dipende da noi stessi. Il pubblico di Catania per me è molto maturo e infatti ha fischiato solo alla fine ed era molto arrabbiato, ma chi non lo era?”. 

Nuovi schemi 

“Sono sei/sette undicesimi nuovi rispetto allo stesso anno e ancora non hanno assimilati gli schemi e bisogna trovare la compattezza per applicarli, occorre applicare un sostanziale pragmatismo in un percorso di crescita”.  

Di Tacchio e Jimenez 

“Da professionista serio Di Tacchio sapeva di uscire e ha dato tutto fino all’ultimo e posso solo ringraziarlo. Per Jimenez abbiamo deciso l’ultimo giorno mercato perché non era in uscita”.   

Ancora è la prima sessione di mercato  

“Mi spiace perché le dinamiche del mercato mi hanno portato a non potere intervenire su tutto ciò che era nei miei desideri, ma parliamo di una prima sessione di mercato e posso dire  che  sulla carta siamo i più forti, adesso bisogna solo dimostrarlo”. 

Chi vincerà il campionato 

“Non posso dire se il Catania vincerà il campionato non ho la sfera magica. Vedo solo che è un campionato livellato e non sarà facile per nessuno, ma noi siamo una squadra competitiva”. 

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