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28.09.2026

Acqua a Catania, il Pd propone un gestore unico pubblico per tutta la provincia

di Redazione | 2 min di lettura

Alla Festa dell’Unità di Villa Pacini la proposta per il servizio idrico. Pappalardo: «Una società pubblica nella proprietà, industriale nella gestione».

Acqua a Catania, il Pd propone un gestore unico pubblico per tutta la provincia

Un gestore unico interamente pubblico per il servizio idrico della provincia di Catania, capace di programmare gli investimenti e valorizzare le professionalità delle società già presenti sul territorio. È la proposta rilanciata dal Partito democratico di Catania durante il tavolo tematico “Acqua bene comune. È tempo di cambiare”, organizzato alla Festa dell’Unità, a Villa Pacini.

«Dopo il fallimento della gestione della Sie, Servizi idrici etnei, serve un cambio di modello», sostiene il Pd etneo, che propone di mettere a sistema competenze ed esperienze locali, a partire dalle società in house.

A illustrare il progetto è stato il segretario provinciale Giuseppe Pappalardo: «La nostra idea è una grande utility dell’acqua: pubblica nella proprietà, industriale nella gestione. Un soggetto solido e competente, capace di programmare investimenti e intercettare risorse europee, nazionali e regionali».

Secondo Pappalardo, il piano degli investimenti supera i 3 miliardi di euro e richiede una struttura in grado di sostenere interventi nel lungo periodo, senza farne ricadere direttamente il peso sui Comuni.

Le priorità indicate dal Pd riguardano la riduzione delle perdite idriche, la sostituzione delle condotte obsolete, la depurazione, la digitalizzazione delle reti e il risparmio energetico.

Accanto agli interventi infrastrutturali, il segretario provinciale ha richiamato la necessità di tutelare gli utenti: «La sostenibilità economica deve accompagnarsi a quella sociale. Non possiamo scaricare sulle famiglie il costo di decenni di mancati investimenti. Il nuovo gestore dovrà essere valutato attraverso risultati misurabili e trasparenti».

Nel modello proposto, alla politica spetterebbero la definizione degli obiettivi e il controllo dei risultati, mentre la gestione operativa sarebbe affidata a figure qualificate. «Acqua pubblica non significa acqua gestita dalla politica», ha sottolineato Pappalardo, chiedendo una conduzione basata su competenze tecniche e professionali.

All’incontro, moderato dal giornalista Antonio Leo, sono intervenuti anche Maria Grazia Leone, presidente dell’Assemblea del Pd di Catania; Ignazio Puglisi, sindaco di Piedimonte Etneo; Quintino Rocca, sindaco di Aci Sant’Antonio; Concetta Raia, ex deputata regionale; Tania Spitaleri, componente della segreteria provinciale; Mauro Petralia, consigliere comunale di Bronte, e Costantino Ragonese, segretario cittadino del Pd di Catania.

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