Un intervento ai limiti per la vicinanza ad aorta e vena cava
Un tumore raro e aggressivo di circa 30 centimetri, che occupava gran parte dell’addome di un paziente di 54 anni, è stato asportato con successo all’ospedale La Maddalena di Palermo.
L’intervento, particolarmente delicato per il coinvolgimento dei principali vasi sanguigni addominali, si è concluso positivamente e il paziente è stato dimesso dopo appena sette giorni, in buone condizioni.
La massa tumorale interessava una zona particolarmente complessa dell’addome, a stretto contatto con aorta e vena cava inferiore.
Proprio il coinvolgimento dei grandi vasi rendeva l’operazione ad alto rischio e particolarmente complessa dal punto di vista chirurgico.
L’intervento è stato pianificato all’interno di un Gruppo Oncologico Multidisciplinare, in collegamento con la Rete Oncologica Siciliana.
A condurre l’intervento è stato il dottor Lucio Mandalà, responsabile della Chirurgia Epatobiliare, affiancato dalla dottoressa Cristina Saffiotti.
La presa in carico del caso è avvenuta in sinergia con il riferimento regionale per i sarcomi e i tumori rari presso il Policlinico di Palermo.
L’obiettivo dell’équipe era rimuovere completamente la massa cercando al tempo stesso di preservare le strutture vascolari coinvolte.
I sarcomi dei tessuti molli sono neoplasie poco frequenti e rappresentano circa l’1% di tutti i tumori maligni dell’adulto.
In Italia si registrano ogni anno circa 2.200-2.300 nuove diagnosi, mentre l’incidenza globale si attesta intorno a 4-5 casi ogni 100.000 abitanti.
Anche in Sicilia e nel Sud Italia i dati epidemiologici risultano sostanzialmente in linea con la media nazionale.
Il risultato dell’intervento viene letto anche come un segnale importante sul fronte della mobilità sanitaria passiva, cioè dei pazienti costretti a lasciare la Sicilia per curarsi in altre regioni.
Secondo i dati richiamati dalla struttura, ogni anno oltre 32mila pazienti siciliani si spostano verso il Nord Italia per ricevere cure, con un impatto economico per le casse regionali quantificato tra 241 e 246 milioni di euro.
“Aver rimosso una massa di queste dimensioni preservando l’asse aorto-cavale dimostra che l’alta specializzazione oncologica è presente e competitiva a chilometro zero“, sottolinea l’équipe medica.
“Permettere a un paziente di affrontare una chirurgia di frontiera e le successive cure restando a Palermo, circondato dall’affetto dei propri cari, è la nostra vittoria più grande“, conclude Lucio Mandalà.