Il sindaco di Agrigento si rivolge a Schifani: "Un intero quartiere è lasciato senz'acqua, le chiedo di recarsi qui ad Agrigento"
Si terrà la prossima settimana il tavolo tecnico sulla vicenda del quartiere agrigentino Maddalusa, dove è stato sospeso il servizio idrico alla luce dei problemi di natura urbanistica negli immobili.
L’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, si è messo in contatto con il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, con il sindaco Michele Sodano e con i vertici di Aica per fareil punto della vicenda. Da questo confronto nasce l’urgenza di convocare un tavolo tecnico.
“Ringrazio il prefetto Caccamo per la solerzia e la sensibilità mostrate su una vicenda complessa che richiede attenzione immediata”, dice l’assessore Colianni.
“Si tratta di una criticità che si trascina da decenni ben nota al territorio, con competenze e responsabilità precise. Per affrontarla seriamente serve un impegno corale, in cui ciascuna istituzione si assuma fino in fondo le responsabilità che le spettano”.
“La Regione, da parte sua, farà tutto quanto rientra nelle proprie competenze determinate dalla legge, affinché insieme si possa costruire una soluzione stabile e duratura, nel rispetto della legalità”.
Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco Sodano, rivolgendosi al presidente Schifani. “Gli immobili realizzati sono, nella gran parte dei casi, abusivi. Nessuno intende negarlo e nessuno chiede sanatorie, né deroghe al principio di legalità. Per sessant’anni – spiega – la politica e le istituzioni non hanno fermato quella realtà: l’hanno lasciata crescere e consolidarsi. Oggi i nodi di decenni di rinvii, omissioni e contraddizioni vengono inevitabilmente al pettine“.
“La scelta di AICA di non erogare acqua agli immobili abusivi – prosegue il primo cittadino – trova fondamento nell’attuale quadro normativo. Tuttavia, la rigorosa applicazione di tale principio produce oggi l’effetto di lasciare senza acqua un intero quartiere, con centinaia di famiglie, bambini, anziani e persone fragili esposti a conseguenze gravissime sotto il profilo della salute pubblica, dell’igiene e della dignità della persona”.
“Di fronte a questa evidente contraddizione diventa indispensabile un intervento della Regione Siciliana, chiamata a individuare, nelle more di una soluzione strutturale, un percorso che garantisca un diritto essenziale senza mettere in discussione il principio di legalità”.
“Le chiedo, pertanto, di recarsi ad Agrigento oppure di convocarmi con la massima urgenza nella Presidenza della Regione Siciliana, affinché questa vicenda venga affrontata nella sede istituzionale che le compete”.