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17.06.2026

Infortuni sul lavoro in aumento in Sicilia: oltre 6.400 casi nei primi quattro mesi del 2026

di Redazione | 3 min di lettura

I dati Inail registrano una crescita superiore al 12% rispetto al 2025.

Infortuni sul lavoro in aumento in Sicilia: oltre 6.400 casi nei primi quattro mesi del 2026
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Crescono gli infortuni sul lavoro in Sicilia. Nei primi quattro mesi del 2026 le denunce presentate all’Inail sono state 6.406, contro le 5.695 registrate nello stesso periodo del 2025. L’incremento supera dunque il 12%.

A questi numeri si aggiungono gli infortuni in itinere, avvenuti cioè durante il tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro: 1.378 tra gennaio e aprile 2026, rispetto ai 1.272 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il quadro emerge dall’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che evidenzia un aumento anche delle malattie professionali denunciate nell’Isola.

In Sicilia 29 denunce di infortunio mortale

La situazione appare particolarmente preoccupante anche sul fronte degli incidenti con esito mortale.

Secondo i dati aggiornati al 31 maggio 2026, in Sicilia sono state presentate 29 denunce di infortunio mortale, rispetto alle 22 rilevate nel periodo compreso tra gennaio e aprile.

A fornire i numeri è stato Francesco Piastra, presidente del comitato consultivo provinciale Inail, che ha richiamato l’attenzione soprattutto sulla provincia di Palermo.

Nel Palermitano, alla fine di maggio, i casi complessivi di infortunio e malattia professionale risultavano 3.159. Di questi, 2.968 riguardavano infortuni sul lavoro.

Le denunce con esito mortale sono passate da 10 alla fine di aprile a 13 alla fine di maggio. I Comuni interessati sono Bagheria, Bolognetta, Castronovo di Sicilia, Cefalù e Palermo. I comparti maggiormente colpiti risultano quelli dell’industria, dell’artigianato e del terziario.

Crescono anche le malattie professionali

L’aumento non riguarda soltanto gli incidenti, ma anche le patologie riconducibili all’attività lavorativa.

A livello nazionale, nei primi quattro mesi del 2026 sono state denunciate 38.992 malattie professionali, contro le 33.126 dello stesso periodo del 2025.

In Sicilia le segnalazioni sono passate da 558 a 781, con una crescita di quasi il 40% in un anno.

Nonostante l’incremento, secondo Piastra il dato siciliano potrebbe essere ancora molto distante dalle reali dimensioni del fenomeno.

Il sospetto di una sottodenuncia in Sicilia

Il presidente del comitato Inail ha evidenziato una forte differenza tra la Sicilia e altre regioni italiane.

Nello stesso periodo il Molise ha registrato 764 denunce, un dato molto vicino alle 781 della Sicilia, nonostante la notevole differenza nel numero di abitanti e lavoratori. La Campania ha segnalato 1.450 casi, la Sardegna 2.563, la Puglia 4.545 e la Toscana 6.871.

Secondo Piastra, questa sproporzione potrebbe indicare una sottodenuncia delle malattie professionali in Sicilia.

Tra le possibili cause vengono indicate la presenza di lavoro sommerso, il timore dei dipendenti di subire conseguenze sul posto di lavoro e la volontà di alcune aziende di evitare un aumento dei premi assicurativi o eventuali sanzioni.

Si tratta di valutazioni che dovranno essere approfondite attraverso un confronto tra gli enti competenti.

La richiesta di maggiori controlli

Piastra ha richiamato le responsabilità dell’intero sistema di vigilanza, chiedendo una maggiore attenzione da parte dell’Ispettorato del Lavoro, degli Spresal e dei medici di medicina generale.

Secondo il rappresentante dell’Inail, i medici dovrebbero valutare con maggiore attenzione l’eventuale origine lavorativa delle patologie riscontrate nei pazienti, favorendo l’emersione dei casi che oggi potrebbero restare esclusi dalle statistiche ufficiali.

Il tema sarà affrontato il 29 giugno nel corso della prossima riunione del comitato, alla presenza dei rappresentanti dello Spresal, dell’Ispettorato del Lavoro di Palermo e della direzione Inail.

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