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20.07.2026

Chiede ad anziana il riscatto per un falso sequestro, ma la nipote “non ci casca”: due truffatori catanesi in azione nel Palermitano

di Redazione | 3 min di lettura

L'attività rientra nell'ambito dei continui servizi svolti dai carabinieri del comando provinciale di Palermo nel contrasto ai reati predatori

Chiede ad anziana il riscatto per un falso sequestro, ma la nipote “non ci casca”: due truffatori catanesi in azione nel Palermitano
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Denunciati in stato di libertà due uomini, dai militari della locale Stazione di Mezzojuso, rispettivamente di 53 e 25 anni, entrambi residenti a Catania e già noti alle Forze dell’Ordine, accusati di un tentativo di truffa aggravata in concorso.

Da Catania a Mezzojuso per truffare gli anziani

L’attività rientra nell’ambito dei continui servizi svolti dai carabinieri del comando provinciale di Palermo nel contrasto ai reati predatori e, in particolare, alle odiose truffe perpetrate ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione.

L’operazione è scaturita dalla straordinaria prontezza e dal coraggio di una 28enne, che al momento del colpo si trovava nell’abitazione dei propri nonni. La ragazza, sentendo l’anziana aprire la porta d’ingresso a uno sconosciuto, si è subito insospettita nel momento in cui quest’ultimo, con tono autorevole, asseriva di essere un “carabiniere in servizio a Mezzojuso“.

Il colpo sventato da una giovane 28enne

La giovane, notando anomalie nella dinamica in atto, si è interposta immediatamente davanti all’uomo, che nel frattempo si era già introdotto nello stabile e stava salendo le scale per accedere alle camere da letto.

Il malvivente, nel tentativo di vincere la resistenza delle vittime e facendo leva sulla loro emotività, ha paventato una drammatica situazione emergenziale, riferendo che la figlia dell’anziana donna era stata sequestrata in Germania e che per la sua immediata liberazione, occorreva corrispondere un riscatto in contanti e gioielli.

La nipote, mantenendo la calma, ha contattato telefonicamente i veri carabinieri per le verifiche del caso. Il truffatore accortosi della chiamata, ha interrotto l’azione ed è fuggito a bordo di un’autovettura parcheggiata poco distante, alla cui guida si trovava il complice.

L’intervento degli agenti

L’immediato dispiegamento delle pattuglie sul territorio da parte dei carabinieri della Stazione di Mezzojuso ha permesso in brevissimo tempo di intercettare e bloccare il veicolo con a bordo i due.

Dalle successive attività investigative è emerso che entrambi gli indagati, avrebbero tentato un analogo approccio telefonico ai danni di un’altra anziana del luogo. Tra l’altro, anche in questa circostanza, il disegno criminoso è stato sventato grazie al tempestivo intervento della figlia della vittima, che è riuscita a intuire il pericolo interrompendo la comunicazione sospetta.

Le raccomandazioni delle Forze dell’Ordine

Questo episodio evidenzia ancora una volta, quanto la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine e la conoscenza delle tecniche di raggiro siano fondamentali per neutralizzare i truffatori. In linea con le campagne informative nazionali, i carabinieri ricordano alcune semplici ma vitali regole di prevenzione:

  • Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro. Nessun carabiniere, poliziotto o magistrato (così come nessun avvocato o funzionario pubblico) vi contatterà mai per telefono o di persona chiedendo somme di denaro, cauzioni o gioielli per risolvere problemi giudiziari o incidenti stradali che coinvolgono i vostri familiari;
  • Diffidate dalle apparenze. I truffatori si presentano spesso con modi cordiali, un aspetto tranquillizzante, un linguaggio colto ed elegante proprio per conquistare la vostra simpatia ed emotività;
  • Prendete tempo al telefono. Se ricevete chiamate allarmanti su parenti in difficoltà, non fornite mai dettagli personali o informazioni sui beni custoditi in casa. Prendete tempo e interrompete la conversazione;
  • Chiamate sempre il 112. In caso di minimo dubbio, o se notate persone e auto sospette nel vostro quartiere, non esitate a contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza. I veri carabinieri risponderanno subito per verificare la situazione e proteggere la vostra sicurezza.
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