GIARDINI NAXOS – Arrivano da settimane al Codacons segnalazioni di cittadini che, rientrati in Sicilia per ragioni di necessità, “si trovano a dover vivere un’odissea tra iter burocratici e ritardi cronici delle autorità preposte a gestire l’emergenza”.
Tra queste, provoca sicuramente incredulità, la vicenda di un professionista catanese che, rientrato in Sicilia da Roma il 14 marzo, si trova ancora oggi in isolamento fiduciario a Giardini Naxos “senza possibilità di conoscere la data in cui potrà uscire di casa, anche solo per poter andare a fare la spesa, come qualsivoglia altro cittadino in questo momento”.
Difatti, lo stesso racconta che, 14 giorni dopo il suo arrivo e dopo aver compiuto tutte le formalità richieste per l’autodenuncia al Comune di Giardini-Naxos (ME) e al medico sanitario, oltre ed essersi registrato al portale messo a disposizione dalla Regione Siciliana per la geo localizzazione, è stato contattato dalla Protezione civile per eseguire un tampone, al fine di vagliare la sua positività.
Il cittadino, dopo essersi sottoposto al tampone, racconta di esser stato rassicurato del fatto che una volta ottenuto l’esito – al più tardi nelle 48 ore successive – avrebbe potuto cessare l’isolamento fiduciario, qualora fosse risultato negativo.
Sennonché, il professionista denuncia: “Da allora sono passati 16 giorni, non ho avuto alcun esito del tampone e mi trovo dunque ancora in quarantena, in una sorta di “arresti domiciliari”. Ho provato in tutti i modi per vie telefoniche ad avere informazioni riguardo il mio tampone, senza alcun risultato”.
Il cittadino, pertanto, conclude che “anche se è vero che i ragazzi della Protezione Civile mi procurano i beni di prima necessità (acqua, pane, carne, pasta e qualche condimento), avendo speso quasi un mese in totale isolamento e senza avere mai manifestato alcun accenno di sintomo riconducibile al virus, tutto quello che chiedo è di poter vantare gli stessi – pochi – diritti che hanno tutti gli altri cittadini in questo momento di grave crisi globale, per renderlo un minimo più sostenibile”.
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