MESSINA – All’alba, i carabinieri di Messina hanno eseguito in questa provincia e in vari istituti penitenziari del territorio nazionale un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Messina a carico di 8 persone – 7 delle quali ristrette in carcere e una sottopost agli arresti domiciliari – ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni e violazioni degli obblighi della sorveglianza speciale, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa attività di indagine, convenzionalmente denominata “Polena”, avviata nell’ottobre 2014 dal nucleo investigativo dei carabinieri di Messina, coordinata dai sostituti Procuratori della Repubblica Liliana Todaro e Maria Pellegrino.
Gli esiti hanno permesso di comprovare l’operatività di una consorteria mafiosa attiva nella zona sud del capoluogo peloritano e riconducibile al detenuto Giacomo Spartà (in carcere dal 25 marzo 2003), capo dell’omonimo clan, egemone nel racket dell’usura e delle estorsioni in danno di commercianti ed avventori di sale scommesse, i cui proventi concorrevano ad alimentare la “cassa comune” della consorteria.
Ecco chi sono le otto persone sulle quali è stata applicata l’ordinanza di custodia cautelare:
Questo il video fornito dai militari dell’Arma che racconta l’operazione: