Giorgia Meloni a Palermo per una giornata dedicata alla sicurezza, alla lotta alla criminalità organizzata e alla memoria delle vittime delle stragi mafiose. La presidente del Consiglio ha raggiunto la Prefettura del capoluogo siciliano, dove presiede una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
«Questo comitato dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce».
Al vertice partecipano anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Al centro del confronto, la situazione dell’ordine pubblico nel territorio palermitano e le strategie di contrasto alla criminalità organizzata.
Dopo il vertice sulla sicurezza, Meloni è attesa al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ospitato a Palazzo Jung, per la cerimonia di svelamento della Fiat Croma blindata sulla quale viaggiavano Falcone e Morvillo al momento dell’attentato.
L’automobile è stata custodita per quattordici anni nella Scuola di formazione della Polizia penitenziaria “Giovanni Falcone” di Roma ed è stata affidata temporaneamente alla Fondazione Falcone per un progetto dedicato alla memoria delle vittime delle stragi mafiose.
La vettura viene trasferita dalla caserma Ciro Scianna a Palazzo Jung attraverso un percorso di circa tredici chilometri, denominato “Itinerario della memoria”.
La visita della premier arriva nello stesso giorno di una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ed eseguita dai carabinieri del Comando provinciale.
La Procura ha disposto 15 provvedimenti di fermo nell’ambito delle indagini sull’escalation criminale che, secondo gli investigatori, interessa dal novembre 2025 il territorio riconducibile al mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Nove persone sono indiziate, a vario titolo, per estorsione, tentata estorsione, porto e detenzione illegale di armi comuni e da guerra. Le contestazioni sono aggravate dal metodo mafioso. L’indagine riguarda una serie di intimidazioni e tentativi di imporre il pagamento del pizzo, compiuti anche attraverso l’utilizzo di pistole e kalashnikov.
Gli altri sei provvedimenti riguardano persone ritenute appartenenti a un’organizzazione attiva nel traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri San Lorenzo e Zen 2. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe avuto anche la disponibilità di armi da fuoco. Nell’inchiesta risultano inoltre coinvolte altre sette persone già detenute per motivi diversi.
L’operazione rappresenta la prosecuzione dell’attività investigativa che, all’inizio di giugno, aveva portato all’esecuzione di altri otto provvedimenti di fermo relativi allo stesso contesto criminale.
Prima di raggiungere la Prefettura, Giorgia Meloni ha deposto un mazzo di fiori davanti alla stele dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, lungo l’autostrada A29, nel luogo in cui avvenne la strage di Capaci.
Nell’attentato del 23 maggio 1992 persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
La visita si svolge a pochi giorni dal trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio. La presidente del Consiglio ha ribadito sui social l’impegno dello Stato contro la criminalità organizzata, sottolineando che nella lotta alla mafia non saranno compiuti passi indietro.