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08.02.2019

Droga ed estorsioni da Sud a Nord, agevolavano il clan Trigila: 8 arresti

di Redazione
Droga ed estorsioni da Sud a Nord, agevolavano il clan Trigila: 8 arresti

SIRACUSA – Gli agenti della squadra mobile di Siracusa hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere a Rosolini, Messina, Novara e Milano nei confronti di persone accusate di agevolare il clan Trigila di Noto, in provincia di Siracusa.

Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di droga, tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione illegale di armi ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I destinatari della misura cautelare della custodia in carcere sono:

  • Hamid Aliani, 56 anni, nato in Marocco;
  • Nunziatina Bianca, 62 anni di Noto;
  • Pietro Crescimone, 57 anni (nato a Lucca Sicula) di Agrigento;
  • Elisabetta Di Mari, 55 anni di Siracusa;
  • Giuseppe Lao, 48 anni di Rosolini;
  • Said Lemaifi, 51 anni nato in Marocco (espulso dal territorio dello Stato il 4 dicembre);
  • Angelo Monaco, 64 anni di Rosolini;
  • Antonino Rubbino, 51 anni di Rosolini.

Le indagini sono state condotte dai poliziotti della Squadra Mobile con la collaborazione delle Questure di Milano, Novara e Messina. Sono attualmente in corso le ricerche di altre due persone, di cui una cittadina straniera. Secondo quanto riportato dai poliziotti, Angelo Monaco, già anche in passato esponente di vertice del clan mafioso dei Trigila di Noto, affiancato dalla moglie, Elisabetta Di Mari, e da un uomo di sua stretta fiducia, Pietro Crescimone, avrebbe dato vita a un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, tramite la faceva giungere nella provincia aretusea ingenti quantitativi di droga da immettere nel mercato locale.

Una “Vecchia maniera”, che si basava sui legami instaurati nel corso della lunga carriera criminale con i trafficanti di stupefacenti e sull’intimidazione mafiosa a colpi di arma da fuoco e incendio di mezzi ai danni delle ditte che non si piegavano alle richieste estorsive.

Vi era, inoltre, una seconda associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, composta da cittadini marocchini con base operativa a Milano e ramificazioni su Messina e Novara. Il gruppo faceva arrivare dal Marocco sul territorio nazionale rilevanti quantitativi di droga che venivano ceduti a vari acquirenti, tra cui Angelo Monaco. Quest’ultimo e Pietro Crescimone sono indiziati del tentativo di estorsione nei confronti dell’impresa impegnata nella realizzazione dello svincolo autostradale di Noto sull’autostrada Siracusa-Gela. Dalle indagini è emerso infatti che, nella notte tra il 19 e il 20 maggio 2017, un gruppo armato si era recato nel cantiere per incendiare gli escavatori della ditta, ma non ottenendo risultato positivo hanno esploso dei colpi di arma da fuoco verso i mezzi.

Accertata pure un’estorsione nei confronti di una azienda agricola di Rosolini attiva nella coltivazione, raccolta e lavorazione di prodotti ortofrutticoli. In questa occasione, la moglie del boss Antonino Trigila si sarebbe presentata personalmente dal titolare dell’azienda.

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