Vietata la vendita di penne, pennarelli ma anche biancheria intima e giochi per bambini. È quanto si sta verificando in molti supermercati di Italia. Una scelta, apparentemente immotivata, che avrebbe provocato non poche polemiche.
In realtà dietro questa decisione c’è una motivazione ben precisa. Il decreto ministeriale emanato l’11 marzo per far fronte all’emergenza da Coronavirus, ha disposto la chiusura di tutte quelle attività che non forniscono beni di prima necessità.
Inoltre, i supermercati potendo restare aperti, ed essendo provvisti anche di merce che non rientra nella categoria di beni di prima necessità, avrebbero creato un ulteriore danno agli altri commercianti obbligati a chiudere. Si sarebbe verificata quindi anche una condizione di cattiva concorrenza.
Oltre a questo motivo, ci sarebbe anche l’intento di ridurre la permanenza delle persone all’interno dei supermercati, al minimo indispensabile.
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