ITALIA – La festa del lavoro affonda le sue origini nella lunga tradizione secolare che rende giustizia ai diritti dei lavoratori. Dalla lotta di classe di Karl Marx nata con lui nel 1818, a maggio, passando per il primo maggio 1886, anno della rivolta di Chicago, fino al 20 luglio 1889, anno di nascita della festa.
Le origini della festa e i momenti salienti
Durante il 1800, dall’inizio fino alla fine del secolo, i lavoratori non godevano di particolari diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno in terribili condizioni. Il socialismo inizia a dar voce a quella fascia della popolazione operaia oberata di lavoro e sovrastata da un nascente e sempre più forte capitalismo. Partendo da questi ideali che, hanno portato a diverse conquiste nel corso di tutto il secolo, il primo maggio 1886 si tenne una manifestazione violenta a Chicago, repressa nel sangue e passata alla storia come massacro di Haymarket.
Negli anni a seguire, in particolare il 20 luglio 1889, durante la Seconda Internazionale, per onorare le vittime della tragedia avvenuta tre anni addietro, il primo maggio è diventato il giorno prestabilito per onorare i “martiri” di Chicago. Nel corso del tempo, la festa è si è trasformata nel giorno in cui festeggiare tutti i lavoratori, un momento di riposo in cui ricordarne l’importanza nel tessuto sociale, evoluta rispetto all’epoca in cui, partendo dagli ideali attecchiti nel terreno fertile dei principi socialisti, puntava a ricordare tutti coloro che nelle fabbriche, sotto il peso dello sfruttamento, morivano.
Film da vedere/rivedere durante la festa dei lavoratori
Tra i film da vedere per comprendere il tessuto storico e sociale che ha generato la festa: il grande classico “Tempi Moderni“(1936), di Charlie Chaplin e “Miss Marx“(2020) di Susanna Nicchiarelli.
“Tempi moderni” di Charlie Chaplin
Film storico, comico ma realista, è “Tempi moderni“, nato negli anni ’30 subito dopo il fervore delle rivolte socialiste e il concretizzarsi di una minaccia che inizia ad essere sempre più presente nella vita quotidiana della maggior parte della popolazione. La pellicola non narra semplicemente quello che è accaduto in passato, per mostrarlo e spiegarlo a chi verrà dopo ma, essendo frutto del suo tempo, è una vera è propria denuncia, un richiamo doloroso alla realtà. L’alienazione degli individui sovrastati dal lavoro omologante nelle fabbriche, la catena di montaggio che rende i lavoratori quelle stesse macchine dalle quali rischiano di essere sostituiti, sono le tematiche intorno a cui gira il film.
Osservandolo in chiave moderna, il lungometraggio resta attuale rimarcando il potenziale pericolo che può costituire la tecnologia se non correttamente dosata dall’intelletto umano. Ovviamente, guardando invece al contesto sociale in cui la storia prende vita, la produzione di massa continua a costituire un problema e addirittura il duro lavoro nelle fabbriche, mal retribuito o precario, in paesi meno all’avanguardia del nostro, anima ancora quelle realtà.
“Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli
Opera cinematografica decisamente più attuale per i tempi in cui viene realizzata è “Miss Marx” che punta ad avvicinare al mondo del cinema, attraverso ad una figura poco conosciuta, i temi del socialismo e del femminismo.
Brillante e libera sullo sfondo di un mondo socialista, nasce e cresce Eleanor Marx figlia del celebre Karl Marx, anche lei come il padre sostenitrice dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. La storia, come del resto tutta la vita di Eleanor, si incentra sul parallelismo tra la sottomissione femminile all’uomo, su uno sfondo vittoriano, e quella dei lavoratori al capitalismo.
Lei è dunque una delle prime figuri femminili ad unire due lotte differenti sentendo però il peso di vivere nell’ombra della figura ingombrante di uno dei più grandi intellettuali di quel tempo: suo padre. Con una colonna sonora rock che rende il film più movimentato e vicino ai nostri tempi, quest’ultimo affronta tematiche attuali e intramontabili mettendo in risalto una persona che, pur di aiutare gli altri, mette da parte i suoi drammi e dolori personali.
Due film, apparentemente diversi per anni e punti di vista, rappresentano la stessa voglia di lottare in nome della libertà e della dignità personale, portata avanti per decenni da intere generazioni. Storie da non dimenticare anzi, festeggiare in una giornata di riposo istituita ufficialmente: l’1 maggio.




