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25.08.2026

Il cane trovato morto in un trasportino a Erice “sarebbe stato segnalato al 112 quando era ancora vivo”

di Redazione | 2 min di lettura

Nuovi elementi sulla vicenda denunciati dall’animalista Enrico Rizzi: chiesta l’acquisizione delle registrazioni delle chiamate. "Se confermato, qualcuno dovrà spiegare perché nessuno è intervenuto"

Il cane trovato morto in un trasportino a Erice “sarebbe stato segnalato al 112 quando era ancora vivo”
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Emergono nuovi e inquietanti elementi sulla morte del cane di piccola taglia trovato questa mattina all’interno di un trasportino abbandonato nei pressi di una chiesa a Erice. Secondo quanto riferito dall’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi, l’animale sarebbe stato segnalato al Numero Unico di Emergenza 112 già nel pomeriggio di ieri, quando sarebbe stato ancora vivo.

La circostanza, al momento riferita da Rizzi sulla base delle informazioni raccolte, apre nuovi interrogativi sulle ore che hanno preceduto il ritrovamento dell’animale senza vita.

La prima segnalazione sarebbe arrivata il giorno prima

Secondo la ricostruzione dell’attivista, un cittadino avrebbe individuato il cane chiuso nel trasportino nel pomeriggio di ieri e avrebbe contattato il 112. Gli sarebbe stato però indicato di rivolgersi a un altro ente, in quanto la vicenda non sarebbe stata ritenuta di competenza dell’operatore contattato.

Il cane sarebbe così rimasto nello stesso luogo durante la notte.

“Questa mattina, intorno alle ore 7 – riferisce Rizzi – una seconda cittadina avrebbe nuovamente contattato il 112 NUE di Palermo segnalando l’animale, che a quel punto appariva già morto. Anche lei, secondo quanto mi è stato riferito, sarebbe stata invitata a rivolgersi alla Polizia Locale, i cui uffici a quell’ora erano chiusi”.

Successivamente è stato interessato il Servizio Veterinario dell’Asp di Trapani, i cui operatori sono intervenuti sul posto e hanno constatato il decesso dell’animale.

Rizzi chiede di acquisire le registrazioni delle chiamate

L’animalista annuncia adesso iniziative per fare piena luce sulla gestione delle segnalazioni e verificare quanto effettivamente accaduto.

Se questa ricostruzione verrà confermata, siamo davanti a fatti di estrema gravità“, afferma Rizzi, spiegando di avere inviato una seconda nota ai Carabinieri di Trapani e alla Polizia Locale di Erice, chiedendo l’acquisizione e la conservazione delle registrazioni delle telefonate effettuate al 112, l’identificazione degli operatori che le avrebbero gestite e l’accertamento di eventuali responsabilità.

Rizzi fa riferimento anche alla possibile configurazione del reato di omissione di atti d’ufficio, circostanza che dovrà naturalmente essere eventualmente valutata dalle autorità competenti.

Della vicenda sono stati informati anche i deputati Francesco Emilio Borrelli e Ismaele La Vardera, ai quali Rizzi ha chiesto un intervento nelle rispettive sedi istituzionali.

“Se era ancora vivo, avrebbe potuto essere salvato”

Durissime le parole con cui Rizzi conclude il suo intervento: “Se quel cane ieri pomeriggio era ancora vivo, probabilmente avrebbe potuto salvarsi se qualcuno avesse fatto correttamente il proprio lavoro. Non è accettabile che davanti a una situazione del genere un cittadino venga semplicemente rimbalzato da un ente all’altro”.

L’attivista chiede quindi di accertare “cosa è accaduto durante quelle ore e perché nessuno sia intervenuto“, denunciando quello che definisce un ripetuto “scaricabarile” nella gestione delle segnalazioni riguardanti reati commessi ai danni degli animali.

Saranno ora gli accertamenti richiesti, a partire dall’eventuale acquisizione delle registrazioni delle chiamate al 112, a poter confermare la ricostruzione e chiarire se e quando il cane sia stato segnalato, quali indicazioni siano state fornite ai cittadini e se un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare la morte dell’animale.

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