La crisi idrica mette in ginocchio Canicattì
Continua l’emergenza idrica a Canicattì, nell’Agrigentino, dove cresce la tensione tra i cittadini esasperati dalla mancanza d’acqua e dai ritardi negli approvvigionamenti.
A lanciare l’allarme è il sindaco Vincenzo Corbo, che parla apertamente del rischio di possibili disordini sociali a causa della situazione ormai diventata insostenibile.
Il primo cittadino ha spiegato che il Comune si trova sommerso dalle richieste di rifornimento tramite autobotti.
“Abbiamo circa 160-180 richieste da soddisfare – ha dichiarato Corbo – tra abitazioni private, ristoranti e panifici. Solo negli ultimi quattro giorni siamo arrivati a numeri enormi, con una media di circa 40 richieste al giorno. È impossibile riuscire a fronteggiare tutto”.
Il sindaco ha inoltre ricordato che già prima del 9 maggio, giorno in cui è cessato lo stato di crisi, erano rimaste inevase numerose domande di approvvigionamento idrico.
Corbo non nasconde la preoccupazione per il clima che si respira in città.
“Ho inviato una nota alla Prefettura perché da un momento all’altro potrebbe succedere qualcosa di grave – ha sottolineato –. I cittadini sono esasperati”.
Secondo il sindaco, durante una riunione tenutasi il 4 maggio erano già emerse criticità legate alla mancanza di mezzi adeguati per garantire il servizio.
“Su circa 800 istanze, mi è stato riferito che ne erano state soddisfatte appena il 20%. Così si crea inevitabilmente il problema”, ha aggiunto.
Il Comune sta tentando di tamponare la situazione con i mezzi disponibili.
Nella giornata di ieri, grazie all’autobotte della Protezione civile, sono stati effettuati 10 viaggi, numeri però insufficienti rispetto all’enorme richiesta.
“Non possiamo fare 10 o 15 viaggi al giorno davanti a 40 richieste – ha ribadito Corbo –. Inoltre Aica non ci ha inviato l’autobotte ed è una situazione ancora più grave”.
L’emergenza continua a provocare pesanti ripercussioni su tutto il territorio cittadino.
A soffrire maggiormente sono famiglie, anziani, soggetti fragili, ma anche istituti scolastici, strutture pubbliche e attività commerciali e produttive, costrette a convivere quotidianamente con enormi difficoltà legate alla carenza d’acqua.