PALERMO – La trama per le prossime elezioni regionali, in programma domenica 5 novembre, si infittisce sempre di più.
La notizia roboante, e quindi di maggior rilievo rispetto alle ultime, è sicuramente quella dell’esclusione totale di Rosario Crocetta, attuale presidente della Regione Sicilia, e della lista “Arcipelago” dalle votazioni del prossimo novembre. Un duro colpo per la sinistra, specie per il candidato presidente, Fabrizio Micari, che adesso, nel collegio di Messina, non ha liste presenti.
“Arcipelago – Fabrizio Micari Presidente” è una lista nella quale è confluita quella del Megafono: automaticamente, i candidati di quest’ultima si sono spostati in quella che adesso è scomparsa da un territorio potenzialmente strategico per Crocetta. Il governatore siciliano era candidato con il potenziale assessore ai Beni Culturali, Aurora Notarianni. Perché strategico? Manca già l’appoggio di Siracusa, Messina è la terza città più popolosa del territorio isolano e senza i voti della città dello Stretto, per “Arcipelago” c’è il concreto rischio di non approdare all’Ars, non superando quindi la soglia di sbarramento.
Tra l’altro, Giovanni Di Salvo, coordinatore del comitato elettorale di Micari, ha dichiarato di voler fare ricorso, valutando con attenzione ogni strada possibile per “competere a pari armi con le coalizioni di quella provincia”.
E Crocetta? Deluso, amareggiato. Parla addirittura di mancata democrazia: un’esclusione che ne preclude gli interessi generali. La lista sarebbe stata estromessa per problemi di regolarità della documentazione, ma il presidente uscente ha negato anche questo, dicendo che il tutto è stato presentato in maniera completa ed esaustiva. Poi una frecciatina: “Qualcuno forse temeva la nostra presenza a Siracusa”.
Intanto, sulle basi di questa notizia, la campagna elettorale sta proseguendo. Non è una novità la riduzione dei posti all’Assemblea regionale siciliana: ben 20 in meno. Una norma che non “scoraggia” per nulla tutti i candidati alla carica di deputati. In 15 liste presentate, a contendersi le poltrone sono ben 900 persone. Un numero non indifferente, che ha destato stupore anche per quei “senatori” che provano per la sesta volta a prendere il consenso dei cittadini siciliani.
Le polemiche, però, sembrano non fermarsi mai in politica: Giorgia Meloni, in tour in Sicilia per appoggiare la candidatura di Nello Musumeci a presidente della Regione, ha smentito chiaramente le calunnie grilline in merito a persone “impresentabili” inserite nella lista. Lo stesso Musumeci, tuttavia, aveva dichiarato in precedenza che ciò è impossibile in quanto tutti i candidati non hanno precedenti penali e, quindi, la lista è pulitissima. In merito alla “limpidezza”, è la commissione antimafia a lavorarci con dei controlli accurati per constatarne la regolarità.
La curiosità che riguarda la presentazione delle liste è che figurano ben 16 candidati volta gabbana. Manca poco ma gli spunti ci sono tutti, soprattutto considerando la sorpresa dell’ultimo momento che ha complicato di parecchio i piani di Rosario Crocetta e di Fabrizio Micari.
Come si dice in questi casi, “Seguiranno aggiornamenti”.