Si dovrà verificare se i lavori abbiano abbattuto o meno due dei pilastri dell'edificio
A quasi un mese dal crollo dell’edificio di Pistunina, a Messina, l’inchiesta entra nella fase degli accertamenti tecnici destinati a chiarire le cause del crollo. Oggi il primo sopralluogo dopo il disastro.
Con i tre periti, incaricati di svolgere il sopralluogo, anche i consulenti degli indagati e delle altri parti offese. Le verifiche servono a chiarire se il cedimento del palazzo sia legato a problemi strutturali causati o aggravati da lavori di ammodernamento in corso nei locali al piano terra dell’edificio. Si dovrà verificare se i lavori abbiano abbattuto o meno due dei pilastri dell’edificio ed eventualmente proseguire con l’analisi dei materiali.
Gli accertamenti dovranno chiarire anche le modalità con cui venivano eseguiti i lavori al piano terra, un cantiere che, secondo quanto ricostruito finora, non sarebbe stato comunicato agli enti competenti. I periti dopo essere stati nel luogo del crollo a Pistunina sono andati a verificare i resti dell’edificio che si trovano al parcheggio dello stadio San Filippo. Tre le persone indagate, il progettista Pietro Leone, Alessandro Panarello che aveva acquistato il locale al piano terra e Pasquale D’Alì, titolare della ditta edile, accusate a vario titolo di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e rimozione dolosa di cautele antinfortunistiche.