CATANIA – Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito 7 misure cautelari personali nei confronti di soggetti indagati nell’ambito dell’operazione “Capinera”.
Gli indagati, ritenuti responsabili – in via presuntiva – di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti come crack e cocaina, erano stati sottoposti ad interrogatori preventivi ai sensi dell’art. 291 1-quater c.p.p., nel corso dei quali si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere.
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti durante le indagini, il GIP del Tribunale di Catania ha disposto per ciascuno la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
L’operazione “Capinera”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha già portato nei mesi scorsi all’esecuzione di otto misure cautelari in carcere per i reati di detenzione e vendita di stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di droga. Al centro dell’indagine, una piazza di spaccio fiorente nel quartiere catanese di Librino, attiva proprio in via Capinera, da cui prende il nome l’operazione.
Le investigazioni hanno svelato un’organizzazione criminale ben strutturata e gerarchicamente definita, con ruoli precisi per ogni componente: due soggetti si occupavano della custodia della droga, mentre altri cinque agivano come corrieri, trasportando la sostanza stupefacente fino all’abitazione del presunto promotore, dove veniva stoccata, confezionata e venduta al dettaglio.
Al vertice del gruppo ci sarebbe stato un uomo di 31 anni, già agli arresti domiciliari, che avrebbe trasformato la propria abitazione in un “supermarket della droga”.
Le dosi erano esposte in uno sfarzoso salone, e la gestione dello spaccio avveniva con l’ausilio di un collaboratore fidato, un sistema di vedette e un impianto di videosorveglianza altamente tecnologico, che consentiva di interrompere l’attività in caso di controlli delle forze dell’ordine.
Nel complesso, l’operazione “Capinera” ha permesso ai carabinieri di:
I soggetti attualmente destinatari della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, tutti residenti a Catania, sono:
Si ricorda che, nei confronti di tutti gli indagati, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.