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05.03.2025

Il “no” dei centri dialisi siciliani sull’ipotesi di firma al nuovo decreto

di Redazione
Il “no” dei centri dialisi siciliani sull’ipotesi di firma al nuovo decreto
Indice

SICILIA – Forte dissenso da parte dei centri di dialisi, che tornano nuovamente a far sentire forte la propria voce sull’ipotesi dell’imminente firma di un decreto dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, che metterebbe per iscritto quanto comunicato dal dirigente Salvatore Iacolino, durante l’ultima riunione con i rappresentanti dei laboratori di analisi, dei centri di diagnostica, nefrologia e fisioterapia.

Dissenso dai centri dialisi: il “no”

Messi a disposizione dell’aggregato 315 milioni, dei 16 milioni di euro in più per il sistema, pari al 3,5% previsto dai parametri nazionali inderogabili per il piano di rientro che vincola la Regione e al cospetto dei problemi emersi per il nuovo tariffario nazionale, di cui fanno parte Laboratori analisi, riabilitazione ecc.

Siamo esterrefatti e basiti. Ci sentiamo traditi dopo tanto lavoro fatto assieme agli uffici dell’assessorato alla Salute nel corso di una quindicina di incontri, a questo punto buttati al vento. – Protestano le sigle rappresentanti dei centri dialisi.

Alcune dichiarazioni

“Con i tecnici avevamo avviato un percorso e pensavamo fosse ormai in dirittura d’arrivo, con una previsione di tetto al 50% per le due tariffe relative alle metodiche emodiafiltrative per il biennio 2025-2026 come fase di transizione verso la chiusura del piano di rientro sanitario che impedisce alla Regione di investire nel sistema. E invece quel pur minimo aumento del 3,5% che avevamo concordato in una logica di collaborazione con la Regione non ci viene garantito. E’ un tradimento vero e proprio. Non accetteremo tale ennesima mortificazione per un sistema che non solo è salvavita ma è interamente sostitutivo per la regione. Le tariffe erano ferme al 2004 ed ora i nuovi Lea li abbassano ulteriormente. Il sistema è in tilt”.

“Abbiamo chiesto 10 giorni fa un incontro urgente con l’assessore Faraoni e confidiamo che questo si faccia al più presto alla luce delle novità ascoltate in riunione l’ultima volta. Probabilmente c’è stato qualche difetto di comunicazione all’interno del dipartimento tra i vari livelli coinvolti nelle trattative. Chiediamo all’Assessore di interloquire con le associazioni che rappresentano i centri di dialisi. Fermiamoci finché siamo in tempo, per evitare gravi problemi alle nostre strutture con ripercussioni dolorose nei confronti dei pazienti e della nostra missione salvavita”.

Per Ascea, Adip, ADS e Arcade il 3,5% in più, previsto dalla normativa nazionale quale aumento per tutto il comparto della convenzionata esterna, corrisponderebbe a 3,6 milioni di euro per la Dialisi, con l’aggregato che passerebbe quindi dagli attuali 102 milioni a 105,6 milioni di euro. Ma in ogni caso, si tratterebbe di una cifra ben distante dai 110 milioni di euro del 2022 e dall’obiettivo a medio termine di 115 milioni di euro.

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