PALERMO – Nel corso delle ultime settimane, sono state rilevate numerose criticità, avvalorate da diverse sollecitazioni da parte dagli iscritti ai rispettivi OMCeO (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri) provinciali), con espresso riferimento alla costituzione della Fondazione degli OMCeO siciliani, nonché alle implicazioni discendenti dai contenuti dello statuto della fondazione in parola.
Nel particolare, è stato fatto notare come tale adesione, che impegna senza termine gli OMCeO provinciali, senza aver preventivamente sottoposto tale iniziativa al vaglio dell’assemblea generale degli iscritti, a costituire una Fondazione degli OMCeO siciliani ed a conferire annualmente a questa una quota proporzionale ai bilanci dei singoli OMCeO, a fronte di un mandato elettivo del Consiglio Direttivo pari ad un triennio, vada oltre le prerogative dei Consigli Direttivi OMCeO. Inoltre, viene fatta rilevare una questione di opportunità, laddove l’aver affidato ad un soggetto terzo, ossia ad un ente di diritto privato, la gestione di alcune tra le principali prerogative degli Ordini professionali, nei fatti abbia privato gli iscritti agli OMCeO di ogni potere di controllo su una entità che utilizza il nome, ma anche le risorse, degli OMCeO medesimi.
Su tale aspetto, peraltro, le perplessità aumentano nella previsione di partecipare, a nome degli OMCeO siciliani, a bandi pubblici per l’acquisizione di fondi pubblici e, in particolare, di finanziamenti europei destinati alla formazione dei professionisti ed al sostegno all’esercizio della libera professione. E gli organi di stampa (Repubblica Palermo, 24 gennaio 2017) hanno attribuito alla Fondazione degli OMCeO siciliani l’appellativo di “ente acchiappasoldi”. Per di più, da una più attenta rilettura dei rimandi statutari, gli scriventi rilevano come la gestione di tale fondazione, nei fatti, sarà appannaggio degli attuali presidenti degli OMCeO siciliani, soci fondatori (figure indissolubilmente legate alle sorti della Fondazione e non soggette a possibilità di dimissioni), non nella loro qualità pro tempore, bensì nominalmente e fisicamente intesi, almeno sin quando questi non saranno “venuti a mancare”.
Infatti, la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione (CdA) della fondazione, costituita dal presidente della fondazione e da 4 componenti di sua nomina (il mandato di tali figure ha durata quinquennale ed è rinnovabile senza la previsione di limite alcuno), è e sarà individuabile esclusivamente all’interno della rosa dei fondatori e, solo in caso di sopraggiunta indisponibilità di questi ultimi, i presidenti pro tempore degli OMCeO (la cui presenza nella loro qualità nel CdA, in atto, è minoritaria, ovvero pari a tre) potranno prendere le redini della fondazione, “restituendo” così il controllo della fondazione agli iscritti OMCeO, per il tramite dei loro presidenti eletti. Inoltre, non si comprende come sia stato possibile rilasciare dichiarazioni a nome della Fondazione degli OMCeO siciliani, a mezzo stampa ed in pubblici consessi, prima della data della sua costituzione, occorsa il 22/11/2016. Peraltro, da giovani consiglieri e revisori OMCeO dispiace constatare come, nonostante siano già state palesate a vario livello tutte le perplessità e le rimostranze su quello che è divenuto il “caso della Fondazione degli OMCeO siciliani”, i Presidenti degli OMCeO abbiano recentemente indetto una conferenza stampa di presentazione della citata fondazione (i cui contenuti sono stati ripresi da questo spettabile quotidiano), chiamandola addirittura in causa quale possibile antidoto contro “l’emigrazione di giovani medici” o quale strumento “a servizio di tutti i camici bianchi”, ovvero dei “giovani (e meno giovani) precari o disoccupati”.
Per le ragioni precedentemente elencate Gianluca Albanese,Consigliere Segretario OMCeO Catania, Salvatore Moscadini, Consigliere OMCeO Palermo, Marcello Maida, Consigliere Segretario OMCeO Caltanissetta, Filippo Narese, Consigliere OMCeO Caltanissetta, Calogero Geraci, Consigliere OMCeO Caltanissetta, Carla Signorelli, Consigliere OMCeO Caltanissetta, Salvatore D’Agati, Collegio dei Revisori OMCeO Catania, Tiziana Sanfilippo, Collegio dei Revisori OMCeO Caltanissetta, vogliono far sapere alla comunità medica nazionale ed all’opinione pubblica di aver chiesto ai rispettivi Presidenti e Consigli Direttivi OMCeO, a mezzo di una missiva, quanto segue: