PALERMO – Parte dal carcere “Pagliarelli” un progetto che punta a cambiare concretamente il futuro di molte donne detenute. Si chiama “Riparto dai miei conti e dai miei diritti” ed è promosso dall’Associazione Donne Giuriste Italia (ADGI) – sezione di Palermo insieme a Codacons Sicilia Donna.
Un’iniziativa che unisce valore sociale, umano e civile, con l’obiettivo di offrire strumenti reali per costruire un nuovo percorso di vita.
Il progetto nasce da un presupposto chiaro: senza indipendenza economica, senza conoscenza dei propri diritti e senza strumenti per affrontare il futuro, il reinserimento resta incompleto.
Per questo il percorso integra diverse aree fondamentali:
Un approccio pensato per accompagnare le partecipanti verso una maggiore consapevolezza e autonomia.
A guidare il progetto è un team di professioniste con competenze diverse ma complementari: avvocate penaliste e civiliste, consulenti finanziarie, psicologhe e pedagogiste.
Un lavoro sinergico che punta non solo alla formazione, ma anche alla responsabilizzazione e alla ricostruzione della fiducia personale.
Molte delle donne coinvolte provengono da contesti segnati da emarginazione sociale, dipendenza economica e precarietà.
In questo scenario, fornire strumenti concreti per gestire il denaro e comprendere i propri diritti significa agire direttamente sulle basi dell’autodeterminazione.
L’educazione finanziaria diventa così qualcosa di più di una competenza tecnica: un mezzo per ricostruire la propria libertà.
Durante il percorso verranno affrontati temi centrali della vita quotidiana:
Strumenti pratici per preparare un ritorno nella società con basi più solide e consapevoli.
L’iniziativa, nata a Palermo, punta a diventare un modello replicabile anche in altri istituti penitenziari italiani.
L’obiettivo è costruire un sistema in cui il reinserimento passi concretamente da conoscenza, diritti e opportunità reali.
“Un progetto di straordinario valore sociale e umano”, ha sottolineato Francesco Tanasi, evidenziando come iniziative di questo tipo rappresentino un investimento diretto sulla persona e sulla possibilità di costruire un futuro diverso.
L’iniziativa segna un passo importante verso una visione della detenzione che non si limita alla pena, ma guarda alla ricostruzione della vita.
Perché il vero cambiamento passa da qui: restituire strumenti, dignità e possibilità a chi vuole ripartire.