CATANIA – Il settore turistico catanese fa i conti con le conseguenze del ciclone Harry, che nelle scorse settimane ha colpito la Sicilia. A lanciare l’allarme è Confindustria Catania, con una lettera inviata al presidente della Regione, all’assessore regionale al Turismo e al sindaco etneo.
La presidente Cristina Busi parla di una situazione di eccezionale gravità: “Le aziende che rappresentiamo sono alle prese con una crisi senza precedenti. I danni subiti sono ingenti e il rischio concreto è che molte attività non riescano a riavviare le operazioni o a farlo in tempo per la prossima stagione estiva”.
Le criticità riguardano sia le imprese balneari sia le strutture alberghiere, molte delle quali faticano a programmare la ripartenza.
Anche nelle aree che non hanno riportato danni strutturali, l’impatto economico è rilevante. Si registra infatti un’ondata di cancellazioni e un sensibile calo delle prenotazioni.
“In assenza di danni materiali, si registrano comunque gravi perdite economiche dovute alle numerose cancellazioni già in atto e a un calo evidente delle prenotazioni”, evidenzia Busi.
Il sistema imprenditoriale chiede un piano di intervento rapido e strutturato. Tra le priorità indicate – condivise anche da Ornella Laneri, Mario Indovina e Antonio Leonardi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Sezione Turismo di Confindustria Catania e coordinatore regionale per la Sicilia di Assobalneari – figurano cinque punti ritenuti imprescindibili.
Confindustria Catania sottolinea che il turismo rappresenta uno dei principali motori economici dell’area e che la crisi in atto potrebbe produrre conseguenze durature se non affrontata con tempestività.
L’appello alle istituzioni è chiaro: servono risposte immediate e misure concrete per evitare che l’emergenza si trasformi in un danno strutturale per l’intero comparto.