No alle mafie, assemblea degli studenti del “Marchesi” dedicata alla legalità

No alle mafie, assemblea degli studenti del “Marchesi” dedicata alla legalità

NICOLOSI – Nel giorno in cui Pio La Torre e il suo collaboratore Rosario Di Salvo furono assassinati per mano mafiosa, l’assemblea degli studenti dell’Istituto “C. Marchesi” di Mascalucia – ospitata presso il Centro Congressi di Nicolosi – è stata dedicata alla lotta contro le mafie.

“Sensibilizzare la comunità scolastica sui temi del contrasto alla criminalità organizzata e promuovere una maggiore consapevolezza sul fenomeno mafioso”, questo l’obiettivo fortemente voluto dai rappresentanti degli studenti dell’Istituto etneo guidato dalla dirigente prof.ssa Benedetta Liotta: Carlotta Di Maria. Michelle Marasco, Alessandro Marletta, Giorgio Scuderi.

Per affrontare la complessità della tematica sono intervenuti: Adriana Laudani, Presidente dell’associazione Memoria e futuro, Alessandro Scuderi, già sostituto commissario della Squadra Mobile, Caterina La Rocca, Responsabile Organizzazione Rete degli Studenti Medi, Vincenzo Guarnera, in rappresentanza di Antimafia e Legalità.

“Dire no alla violenza che la mafia esercita attraverso l’intimidazione, l’oppressione e l’acuirsi delle disuguaglianze e delle povertà, significa concretamente riappropriarsi della libertà che il fenomeno mafioso sottrae a tutti i cittadini” ha fermamente sottolineato Adriana Laudani, invitando gli studenti all’impegno per la legalità.





“La lotta alle mafie – ha ribadito Vincenzo Guarnera – inizia dall’atteggiamento di ciascuno, dal comportamento nella vita a partire dai banchi di scuola, nei posti di lavoro, nella politica”.

Per essere costruttori di legalità tutti insieme, c’è l’urgenza di un “patto intergenerazionale” – come l’ha definito Caterina La Rocca – tra le nuove generazioni e chi c’era nei giorni bui dello stragismo mafioso, come Alessandro Scuderi, protagonista di una toccante testimonianza.

Il messaggio forte e chiaro per gli studenti è una chiamata ad essere cittadini onesti contro la prepotenza di una mafia che ha versato il sangue di lavoratori, giornalisti, politici, esponenti delle istituzioni e di tutti coloro che si sono opposti al fenomeno mafioso. È l’esortazione a prendere il testimone da chi ha dato la vita per la legalità, perché la lotta alle mafie inizia dalla lotta alle disuguaglianze – grazie alle quali la criminalità si propone come antistato e alternativa – per costruire una società equa e solidale nella quale i diritti costituzionalmente riconosciuti si traducano in concrete condizioni di vita.

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Articolo redatto in collaborazione con Mimma Furneri