Corpi, libertà e gioia: al Lombardo Radice un incontro intenso su Goliarda Sapienza tra letteratura, cinema e nuove prospettive didattiche

Corpi, libertà e gioia: al Lombardo Radice un incontro intenso su Goliarda Sapienza tra letteratura, cinema e nuove prospettive didattiche

CATANIA – Il 1 aprile 2026, il Liceo “G. Lombardo Radice” di Catania, presieduto dal DS Prof.Gianluca Rapisarda, ha ospitato l’incontro “Corpi e libertà: scritti e immagini di Goliarda Sapienza”, curato da Giovanna Santaera, docente universitaria di Teorie e tecniche dei media audiovisivi e membro di «Arabeschi Rivista Internazionale di Studi su Letteratura e Visualità» dell’Università di Catania.

Un nuovo modello di didattica orientativa

Il ciclo di conferenze, conclusosi oggi, ha messo in risalto un rinnovato modo di realizzare didattica orientativa, partendo da un progetto che vede coinvolti, la prof.ssa Marcella Labruna e il dipartimento di lettere per il liceo cittadino e la prof.ssa Milena Giuffrida per l’università di Catania.

Il percorso si è articolato in più appuntamenti di approfondimento: il 27 marzo 2026 con la Prof.ssa Eliana Vitale dell’Università di Catania che ha tenuto l’incontro “Modelli e antimodelli femminili in Alba de Céspedes” e il 30 marzo 2026 con la Prof.ssa Novella Primo dell’Università di Messina con la conferenza “Le scritture del paesaggio di Salvatore Quasimodo poeta-viaggiatore”.

Un ritratto profondo di Goliarda Sapienza

L’evento aperto con i saluti della vicepreside prof.ssa Mattea Bisignani e moderato dalla prof.ssa Marcella Labruna, ha offerto alle classi quinte e non solo, di tutte e tre le sedi, anche su piattaforma meet, un ritratto profondo dell’attrice-scrittrice catanese (1924-1996), partendo dalle sue radici dalla vitalità sociale, artistica e culturale del quartiere di San Berillo e dalla sua formazione in una famiglia antifascista. Centrale è stata la riflessione sull’autoaffermazione dell’identità, simboleggiata dal legame indissolubile con il proprio nome, che l’autrice rifiutò di cambiare anche durante la carriera da attrice.

La felicità come esperienza da insegnare

Durante l’incontro, sono stati analizzati passi fondamentali sulla felicità: l’autrice ne rivendica la storicità in Lettera aperta, sostenendo che essa sia l’unica cosa che andrebbe “descritta, insegnata”. Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’amore e dei desideri, esplorando gli “amori molesti” di Modesta e il rapporto tra corpi e libertà a partire dal suo capolavoro, L’arte della gioia, rifiutato per decenni e poi riscoperto a livello internazionale dopo la sua morte. La riflessione è stata unita alla visione di alcuni filmati dell’omonima serie tv Sky del 2025 di Valeria Golino, che ha mostrato la forza transmediale dell’opera di Sapienza.Si è riflettuto soprattutto, a partire dal racconto autobiografico catanese dei giochi di ruolo di genere e gli scambi affettivi fra Goliarda Sapienza e Nica a San Berillo e la relazione delle personagge de L’arte della gioia di Modesta e Beatrice fra letteratura e serialità televisiva, sui cambiamenti dei ‘costumi sociali’ sia verbalmente che visivamente, influenzando i ruoli imposti in passato e oggi più liberi fra i corpi nella società.



La gioia come apertura all’esistenza

Gli ultimi passi letti e visti, che hanno collegato idealmente la protagonista Modesta alla scrittrice, celebrano la ‘gioia’ come percezione libera e apertura verso le infinite possibilità dell’essere a partire dal rapporto con ogni corpo e materia. In questa visione, l’amore rompe ogni barriera: Modesta giunge ad affermare che si può amare un uomo o una donna, ma persino un albero, trovando in questa libertà la stessa sensazione del nostro rapporto con il mare. Proprio il mare della sua città, che Goliarda Sapienza cercava di “capire e toccare col corpo” fin dall’infanzia, rimane sia nel romanzo che nella scena finale della prima stagione della serie anche per Modesta il simbolo estremo di conquista della propria libertà e di quel desiderio di sentire le cose universalmente a livello fisico e spirituale.

Il dono della prof.ssa Giovanna Santaera

Un momento particolarmente toccante dell’incontro è stato il gesto generoso della prof.ssa Giovanna Santaera, che ha voluto donare a una studentessa una copia del capolavoro di L’arte della gioia di Goliarda Sapienza e una borsa abbinata. Un dono simbolico ma profondamente significativo: consegnare ai giovani un libro che per decenni è rimasto ai margini e che oggi parla con straordinaria forza alle nuove generazioni.

Il gesto è stato accolto con emozione e gratitudine dalla ragazza e dai docenti presenti. Ricevere tra le mani un’opera così intensa ha dato la sensazione concreta che la letteratura possa ancora essere un atto vivo, capace di aprire domande, accendere curiosità e invitare a guardare il mondo con occhi più liberi. In quel momento il libro non è apparso soltanto come un oggetto da studiare, ma come un invito alla scoperta di sé, alla riflessione sui desideri, sulla libertà e sul coraggio di vivere pienamente la propria identità, proprio come insegna la protagonista Modesta.

I ringraziamenti

Il Liceo “Lombardo Radice” desidera esprimere un sincero e sentito ringraziamento alla prof.ssa Giovanna Santaera per questo dono prezioso e per la passione con cui continua a costruire ponti tra università e scuola, rendendo la cultura un’esperienza condivisa e profondamente umana.

L’articolo è stato realizzato in collaborazione con la prof.ssa Marcella Labruna, referente del progetto e dei beni culturali del Liceo “G. Lombardo Radice”