Nell'Istituto Comprensivo "San Giorgio" di Catania ieri è andata in scena la restituzione finale del progetto "Metamorfosi", nato nell'ambito dell'iniziativa "Arte di ogni Genere" e realizzato in stretta collaborazione con l'Associazione Culturale Nèon
Non una semplice rappresentazione teatrale, ma un vero e proprio “laboratorio dell’anima”. Nell’Istituto Comprensivo “San Giorgio” di Catania ieri è andata in scena la restituzione finale del progetto “Metamorfosi“, nato nell’ambito dell’iniziativa “Arte di ogni Genere” e realizzato in stretta collaborazione con l’Associazione Culturale Nèon. Protagonisti assoluti sono stati gli alunni della prima C della scuola secondaria di primo grado, guidati dalla referente, la professoressa Magda Agostino, e supportati dalle docenti Anna Tonsi, Roberta Marziano e Angela Pirrera, dimostrando come la sinergia tra scuola, famiglia e arte possa trasformarsi in un potente volano di riscatto sociale.

A tracciare un bilancio profondo dell’esperienza è la stessa Dirigente scolastica, la professoressa Concetta Manola: “La scommessa è stata quella di collaborare con Nèon e, già, di per sé, era una scommessa data per vincente“, racconta. I destinatari principali sono stati gli alunni della prima C, una classe composta da bambini ancora piccoli che stanno affrontando il delicato passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. “In questo anno di transizione da un ordine all’altro, l’obiettivo era estrapolare e tirar fuori da loro le qualità, le potenzialità, l’estrosità e la creatività, ma soprattutto i valori, la fiducia in se stessi e la consapevolezza del proprio corpo e dei propri limiti“. Un traguardo raggiunto grazie a una “leadership partecipata e condivisa” all’interno della comunità scolastica, resa possibile dall’impegno quotidiano e dalla profonda motivazione della professoressa Agostino, che ha sempre creduto nell’operato di Nèon, e dal supporto attivo dei docenti del consiglio di classe, che hanno preso parte in prima persona al laboratorio.

Il legame tra l’istituto e l’associazione Nèon affonda le radici in un percorso pluriennale di sperimentazione. La professoressa Magda Agostino ha spiegato che questa collaborazione con Piero Ristagno e Monica Felloni è iniziata tanti anni fa con un progetto per avvicinare i docenti a un teatro che fosse esperienza pura ed emozione. Da quell’incontro è nato un cammino inarrestabile, arricchito nel tempo da tappe significative come i workshop con l’artista non vedente Felice Tagliaferri, presentati all’interno di Palcoscenico Catania. Per la referente, il teatro possiede un valore formativo irrinunciabile e dovrebbe essere materia scolastica, perché riesce a unire anche chi vive in una sorta di squilibrio o disfunzione. “Quando l’essere umano si mette in gioco e si fida degli altri, crea una catena umana: durante la mattinata i partecipanti non erano separati, ma formavano tanti corpi e una sola anima, regalando un risultato profondamente umano che rappresenta la scuola che vince“.
La Dirigente scolastica ha lodato pubblicamente la struttura della performance e il lavoro svolto sul campo da Monica Felloni, capace di toccare corde intime e complesse. “Nella performance è stata messa in risalto l’affettività, l’emotività, le sensazioni, le emozioni, i legami e le traversie della vita“, evidenzia la preside, sottolineando la straordinaria sintesi di parole, musica e avvicinamenti corporei creata tra i ragazzi. Si tratta di un risultato non scontato per una fascia d’età così complessa: “Parliamo di ragazzi che talvolta sono pronti a scatenarsi in risse immotivate. Il controllo delle emozioni, delle percezioni e, soprattutto, il rispetto dei pari è un lavoro che ci vede ancora profondamente impegnati come educatori. Questo progetto è stato un vero e proprio volano affinché tutto ciò potesse accadere, e oggi abbiamo visto che è accaduto davvero. Per questo ringrazio i ragazzi, i docenti, i genitori che ci hanno supportati e l’intera comunità scolastica: questa condivisione aggiunge valore, speranza e auspicio per cose buone negli anni a venire“.





L’evento si è strutturato come un laboratorio aperto alla partecipazione attiva degli adulti, incentrato sulle improvvisazioni organizzate da Monica Felloni, regista di Nèon Teatro. Piero Ristagno, fondatore e direttore artistico dell’Associazione Culturale Nèon insieme alla regista, ha voluto sottolineare la complessità e la delicatezza del tema scelto, spiegando che tutto si sviluppa intorno e dentro la parola cambiamento. Questo processo è costante e non va temuto, ma non sempre è migliorativo; per questa ragione sono necessari un’attenzione e un apprendimento continui. Citando Italo Calvino, Ristagno ha ricordato che bisogna saper considerare chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e dargli spazio, invitando il pubblico a guardare i ragazzi come persone che vivono una trasformazione quotidiana e visibile.
Un elemento di straordinario valore è stato il processo di scrittura della performance, dato che i testi recitati sul palco sono nati direttamente dal lavoro introspettivo degli alunni. Durante gli incontri di laboratorio, i ragazzi hanno scavato dentro se stessi affrontando diverse tematiche e traducendo le proprie esperienze in parole. La professoressa Agostino, che ha preso parte attiva alla performance insieme ad altre colleghe, ha commentato con orgoglio che “ogni ragazzo ha espresso se stesso attraverso parole che sono poesia pura“. Si è detta felice per gli occhi dei suoi alunni e per il suo lavoro, definendolo il più bello e il più difficile al mondo, soprattutto nel vedere i ragazzi più timidi e riservati aprirsi agli altri.

L’evento ha ribadito l’identità più profonda dell’istituto catanese. “Il San Giorgio è una scuola strutturalmente votata all’inclusione“, rivendica con orgoglio la dirigente, commentando la presenza sul palco di alunni con diverse abilità. “L’inclusione non dovrebbe appartenere a una sola scuola, ma dovrebbe essere appannaggio di tutti. Noi ci crediamo perché ci viene naturale, non facciamo fatica, per noi è giusto così“. La preside ha poi offerto una bellissima riflessione sul concetto stesso di normalità, citando un biglietto che gli alunni hanno dedicato agli esperti della compagnia teatrale: “Come i ragazzi hanno scritto nei loro messaggi agli esperti di Nèon, non esiste un modello specifico di vita da assumere. Piuttosto, sono le tante diverse vite che, insieme, possono diventare un modello. Oggi abbiamo visto in scena i nostri ragazzi in situazione di disabilità performare ed esprimersi in serena e piena libertà, con bravura e consapevolezza“.
A coronamento di questo percorso di inclusione e valore civile, la Manola ha ricordato la recente consegna a Giarre di una pergamena al valore civile all’alunno Piero Condorelli e alla sua mamma. “Se lo meritano immensamente“, ha esclamato la dirigente. “Abbiamo voluto riconoscere il lavoro, spesso sommesso, di tante mamme e genitori che portano un fardello importante. Lo portano con una dignità e una serietà tali che quel peso diventa quasi leggerezza, perché credono nella vita, nel futuro e nelle cose buone che possono nascere dall’alleanza indissolubile tra la scuola e la famiglia“.
