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20.08.2026

Etna, l’eruzione rallenta: colata poco alimentata e nessuna attività esplosiva alla Voragine

di Redazione | 2 min di lettura

Nuovo aggiornamento dell’INGV: il fronte lavico si attesta a circa 1.500 metri nei pressi di Rocca Musarra. Tremore vulcanico in calo, restano sporadiche emissioni di cenere in area sommitale

Etna, l’eruzione rallenta: colata poco alimentata e nessuna attività esplosiva alla Voragine
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L’attività dell’Etna mostra nuovi segnali di attenuazione. La colata alimentata dalla bocca eruttiva posta a quota 1.900 metri risulta ormai poco alimentata, mentre al Cratere Voragine non è stata osservata attività esplosiva durante i rilievi effettuati questa mattina.

È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, sulla base delle osservazioni dirette e dei rilievi termici condotti dal personale dell’INGV-OE.

La lava rallenta: fronte a quota 1.500 metri

Secondo gli esperti, il flusso lavico proveniente dalla bocca di quota 1.900 metri è scarsamente alimentato e avanza prevalentemente per rotolamento.

Il fronte della colata si trova attualmente a una quota di circa 1.500 metri, nei pressi di Rocca Musarra, nella Valle del Bove.

Un quadro che indica una netta riduzione dell’alimentazione rispetto alle fasi più intense registrate nei giorni scorsi.

Voragine, stop all’attività esplosiva

Segnali di attenuazione arrivano anche dalla zona sommitale. Nel corso del sopralluogo non è stata osservata attività esplosiva al Cratere Voragine.

Sono state rilevate soltanto sporadiche emissioni di cenere diluita, rimaste circoscritte alla zona sommitale.

Tremore vulcanico in diminuzione

Anche i parametri sismici confermano una fase meno energetica. Nelle ultime 24 ore l’ampiezza media del tremore vulcanico ha registrato un graduale decremento, raggiungendo la fascia dei valori bassi.

Attualmente vengono osservate deboli oscillazioni nel livello medio-basso.

Le sorgenti del tremore risultano localizzate prevalentemente nell’area del Cratere di Nord-Est, a quote comprese tra 1.500 e 2.500 metri sopra il livello del mare.

Infrasuoni su valori medi

In diminuzione anche l’attività infrasonica che, dopo avere raggiunto valori elevati nel corso della giornata di ieri, dalle prime ore di oggi si mantiene su livelli medi.

Gli eventi vengono localizzati principalmente nell’area del Cratere di Nord-Est e presentano ampiezze medio-basse.

Sul fronte delle deformazioni del suolo, la rete GNSS non evidenzia variazioni significative. Resta invece la leggera fase di inflazione registrata dalla stazione clinometrica di Cratere del Piano a partire dalle 3.30 UTC del 19 agosto, con una variazione complessiva di circa 0,5 microradianti.

Dopo giorni di intensa attività, dunque, l’Etna sembra attraversare una fase di progressiva attenuazione, anche se l’attività effusiva non è ancora completamente cessata e il vulcano continua a essere costantemente monitorato dall’INGV.

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