L’ultimo aggiornamento dell’INGV: la colata nella Valle del Bove raggiunge quota 1.330 metri a Rocca Capra. Tremore vulcanico crollato su valori bassi e attività infrasonica assente
Si ferma l’attività esplosiva al cratere Voragine dell’Etna, ma prosegue quella effusiva e all’alba di oggi si è aperta una nuova bocca eruttiva a circa 3.100 metri di quota. Intanto, la colata alimentata dalla bocca posta a 1.900 metri continua la sua discesa nella Valle del Bove e ha raggiunto con il fronte quota 1.330 metri, nella zona di Rocca Capra.
È il quadro delineato dall’ultimo comunicato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV-OE), diffuso alle 12:41 UTC di oggi, 18 agosto.
La principale novità arriva dai rilievi effettuati questa mattina dal personale dell’Osservatorio Etneo.
All’alba si è aperta un’ulteriore bocca eruttiva a circa 3.100 metri, nella parte alta della Valle del Bove. Dalla nuova apertura si è originato un flusso lavico, ma al momento il fronte della colata non è visibile a causa della presenza delle nubi.
Continua contemporaneamente a essere alimentata la colata proveniente dalla bocca eruttiva situata a quota 1.900 metri.
I rilievi termici hanno permesso di stabilire che il suo fronte ha ormai raggiunto quota 1.330 metri nella zona di Rocca Capra, all’interno della Valle del Bove.
Segnali di netta attenuazione arrivano invece dal cratere Voragine.
Secondo l’INGV, l’attività esplosiva è cessata alle ore 00:00 UTC, lasciando soltanto un debole pennacchio di cenere circoscritto alla zona sommitale del vulcano.
Una fase di quiete sul fronte esplosivo che trova conferma anche nei dati relativi al tremore vulcanico e all’attività infrasonica.
A partire dalle 23:30 UTC circa di ieri, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha registrato un rapidissimo decremento.
Nel giro di appena mezz’ora i valori, che precedentemente si trovavano su livelli elevati, sono rientrati nell’intervallo dei valori bassi, dove continuano a permanere.
Le sorgenti del tremore risultano localizzate nell’area del cratere Voragine, a una quota compresa tra 1.900 e 2.500 metri sul livello del mare.
Netto cambiamento anche per l’attività infrasonica.
Intorno alla mezzanotte si è passati dagli elevati valori relativi al numero e all’ampiezza degli eventi, tutti localizzati alla Voragine, a una condizione di quasi totale quiete.
Nelle ore immediatamente successive sono stati registrati soltanto pochi eventi di ampiezza medio-alta provenienti dal Cratere di Nord-Est.
Dalle 3:00 UTC circa di oggi, l’attività infrasonica risulta assente.
Sul fronte delle deformazioni del suolo, la rete GNSS non mostra variazioni significative.
Il clinometro di Cratere del Piano, dopo le oscillazioni già segnalate nel precedente aggiornamento, ha accumulato una variazione di circa un microradiante, compatibile secondo l’INGV con un processo di deflazione in atto. Dalle 23:50 circa del 17 agosto il segnale mostra inoltre un’inversione di tendenza.
L’Etna concede dunque una tregua sul fronte dell’attività esplosiva e della cenere, ma non su quello effusivo: la lava continua ad avanzare nella Valle del Bove e una nuova bocca si è aperta nelle ultime ore a quota 3.100 metri.