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30.07.2026

Eruzione Etna, formazione di un flusso piroclastico dal cratere Voragine

di Redazione | 2 min di lettura

Nuovi aggiornamenti dall'INGV

Eruzione Etna, formazione di un flusso piroclastico dal cratere Voragine
Indice

Un nuovo comunicato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha segnalato, verso le 7:59 UTC, un piccolo flusso piroclastico dal cratere Voragine diretto in direzione della Valle del Bove. A rendere possibile l’identificazione del fenomeno le analisi delle immagini pervenute grazie alla rete di telecamere dell’OE.

I dati emersi dalle analisi dell’Osservatorio Etneo

Quanto invece all’attività stromboliana registrata dal cratere Voragine, con ora di inizio le 01:30 UTC circa, si è registrata un’intensificazione graduale durante il corso della mattinata. A tal proposito, infatti, si è notato l’evolversi da un’attività stromboliana, notevolmente trattenuta, fino ad una fontana di lava.

L’emissione di cenere è poi aumentata dalle ore 7:00 UTC, con una nube arrivata ad un’altezza di circa 7 chilometri sul livello del mare e intenta ad espandersi verso il quadrante occidentale del vulcano. Segnalate poi, dal personale INGV, delle ricadute di cenere sul comune di Bronte. Una diminuzione dell’attività stromboliana è poi sopraggiunta dalle 8:30 UTC, con valori attualmente modesti, seppur continua a permanere un’intensa emissione di cenere.

Sull’ampiezza media del tremore vulcanico invece, in seguito ad una fase di crescita già segnalata, dalle 8:00 UTC si segnala un decremento rapido, nonostante si mantenga ancora nella fascia dei valori alti. La sorgente del tremore poi, fino alle ore 7:00 UTC, è stata individuata all’interno di una zona poco ad ovest dei Crateri Voragine e Bocca Nuova, e successivamente al Cratere Voragine, ad una profondità di circa 3000 m sopra il livello del mare.

Nell’ambito dell’attività infrasonica invece, a partire dalle ore 4:30 UTC, si segnalano eventi di media energia, localizzati nella zona del Cratere Voragine, ed attualmente si trova su un livello basso. Infine per quanto concerne le deformazioni il dilatometro DRUV ha segnato, dalle ore 01:30 UTC, una decompressione pari a circa 60 nanostrain. Nello stesso periodo, invece, la stazione clinometrica sommitale di cratere Del Piano, ECP, ha registrato una variazione di circa un microradiante.

Foto di Pietro Nicosia

14:58