BELPASSO – Circa due settimane fa i vertici della Sirti, società che si occupa della realizzazione e manutenzione di reti di telecomunicazione con diversi stabilimenti in Italia, hanno espresso la volontà di licenziare complessivamente 833 dipendenti, il 20 % della forza lavoro. Il benservito è previsto anche per alcuni lavoratori della fabbrica di Belpasso, nel Catanese, e il motivo di questa decisione risiederebbe nel fatto che verrebbero ritenuti dalla proprietà in esubero.
I vertici delle sigle sindacali di categoria, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, hanno fatto subito sentire la loro voce e lo scorso 19 febbraio hanno effettuato delle assemblee e un sit-in di protesta di fronte allo stabilimento di contrada Rinaudo.
Giuseppe Caramanna, segretario provinciale Uilm, puntualizza come la proprietà ritenga gli 833 dipendenti in eccesso a causa di un passivo nelle ordinazioni fatte dai gestori telefonici nazionali e dei pagamenti che avvengono a cadenza lunga. In questo periodo, però, si assiste a uno sviluppo delle reti internet e le soluzioni per evitare i licenziamenti non mancherebbero.
“L’azienda motiva la sua scelta con una perdita nelle commesse che dà la Tim – afferma Caramanna – e con i pagamenti che Open Fiber fa ogni sei mesi. Ma in un momento in cui c’è un’evoluzione delle reti internet da tutte le parti non dovrebbe soffrire gli effetti della crisi. Secondo noi non bisogna dare tutti questi lavori in subappalto e farli fare ai lavoratori Sirti, perché nei subappalti non si sa se rispettano i contratti di lavoro, se pagano i contributi o gli straordinari. Così la proprietà, invece, ricava gli utili, ma non dà lavoro ai dipendenti”.
Lo scorso sabato a Palermo la delegazione sindacale Sirti di Catania ha inviato una lettera alle istituzioni nella quale vengono spiegati le ragioni della protesta. È stata fatta una richiesta d’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e il prossimo 28 febbraio a Milano ci sarà una riunione con i vertici della società.
“Giovedì 28 avremo un incontro a Milano con l’azienda e le associazioni industriali – conclude Caramanna –. Intanto sabato abbiamo parlato con Giorgio Sorial, vice capo gabinetto del Mise, e ci ha detto che sono a conoscenza delle problematiche Sirti e che a breve si aprirà un tavolo al governo per capire cosa induce l’azienda a proclamare 833 esuberi. Oltre a ciò vedranno se sarà possibile un prepensionamento e chi potrà accedere alla quota 100. Noi come sindacato puntiamo a zero esuberi”.
Si ringrazia Giuseppe Caramanna per l’immagine



