CATANIA – Uccise il patrigno per poi gettarlo in un tombino insieme a un amico: oggi il giudice dell’udienza preliminare tribunale dei minori di Catania ha confermato la condanna a 14 anni di reclusione per entrambi i giovani.
L’omicidio si è verificato a ottobre del 2017 a Pedara, paese etneo in provincia di Catania. A uccidere la vittima, Domenico Citelli, 71 anni, sarebbe stato il figlio della moglie della vittima, una donna romena che al tempo non viveva più con l’uomo, con un colpo di fucile calibro 12 alla testa.
Ad “assistere” il ragazzo, allora 15enne, sarebbe stato un amico, allora 16enne, che lo avrebbe aiutato a sbarazzarsi del cadavere, rendendosi così complice del terribile atto.
Il cadavere è stato trovato solo quattro giorni dopo l’omicidio, ma solo dopo una serie di indagini da parte dei carabinieri è stato possibile individuare il responsabile, che ha confessato e denunciato anche la collaborazione dell’amico complice.
Il movente sarebbe stato il rapporto contrastante del giovane con il 71enne, che non accettava lo stile di vita del giovane, che sprecava molto denaro e rendeva molto poco negli studi.
L’accusa aveva richiesto per i due imputati, accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere, una condanna di 21 anni, mentre gli avvocati della difesa, Salvatore Cairone e Alessandro Vecchio, hanno rivelato di voler presentare ricorso contro la sentenza.
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