CATANIA – Carabinieri e polizia. I fatti di cronaca più importanti di Catania e provincia:
(In alto a sinistra Orazio Litrico, 36anni)
(In alto a sinistra Sebastiano Bramante, 34 anni)
La polizia ha posto in stato di fermo di indiziato di delitto Mariana Ozsvat, 33 anni, rumena, in quanto gravemente indiziata del reato di sfruttamento della prostituzione minorile. Il pomeriggio del 13 marzo, un cittadino rumeno si presentava negli uffici di polizia di una questura del Nord Italia per denunciare che la figlia, di sedici anni, “Dorina” – nome di fantasia, n.d.r. – durante la notte, l’aveva chiamato al telefono cellulare, implorando aiuto perché costretta a prostituirsi in strada. La ragazza riferiva al padre di trovarsi nella città di Catania, indicando di essere trattenuta in un’abitazione del rione San Cristoforo, della quale forniva via e civico, da una coppia di connazionali che alla fine del mese di gennaio l’avevano condotta in Italia con la falsa promessa che avrebbe svolto il lavoro di badante. Il personale della squadra mobile – Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, ha avviato immediatamente le indagini, verificando che la minore era entrata in Italia dalla frontiera di Trieste in compagnia di due individui, un uomo ed una donna, quest’ultima nota alla squadra mobile per essere stata coinvolta in vicende collegate al fenomeno della prostituzione su strada. Sono, pertanto, iniziate le ricerche della minore sia nell’abitazione indicata dal padre, che presso altri luoghi, tuttavia, non è stato rintracciato nessuno dei soggetti coinvolti. Le ricerche della giovane, continuate senza sosta, hanno portato ad un’altra abitazione, nel rione San Cristoforo, dove veniva rintracciata, non privata della libertà personale e ad un uomo, suo connazionale. Negli uffici della squadra mobile, la giovane ha raccontato la sua storia, dichiarando di essere giunta a Catania circa un mese fa, a bordo di un’autovettura con targa italiana, insieme a Ozsvat Mariana ed al connazionale indicato in denuncia dal padre. Stando al racconto della ragazza, era stata Mariana a proporle di trasferirsi in Italia, precisamente a Catania, prospettandole la possibilità di un lavoro regolare come badante. La giovane, accettata la proposta, era stata affidata alla donna. Giunta a Catania, “Dorina” è stata collocata in un appartamento nel rione San Cristoforo (dove è stata ritrovata il 13 marzo 2017) ed avviata alla vita “sul marciapiede”. La minore, prostituendosi, avrebbe dovuto restituire i soldi anticipati dai suoi connazionali per il viaggio fino a Catania, pagando,anche il vitto e l’alloggio. La donna le aveva consegnato un telefono cellulare munito di scheda ed abiti succinti da indossare per prostituirsi nelle vicinanze del porto di Catania, sotto il suo vigile controllo, che aveva imposto le tariffe che Dorina doveva chiedere per le prestazioni sessuali. Nel caso in cui gli incassi fossero stati scarsi, la donna la rimproverava aspramente. Mente era in corso la verbalizzazione di “Dorina”, il personale della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” ha proceduto alle ricerche dei due “aguzzini”. Ritenendo che sarebbero rientrati nell’abitazione dove era stata trovata la minore, il personale ha predisposto un discreto servizio di osservazione che ha dato i suoi frutti: dopo un’ora la donna è stata bloccata e condotta negli uffici della mobile dove è stata dichiarata in stato di fermo di indiziato di delitto per il reato di sfruttamento della prostituzione minorile. Espletate le formalità di rito, la fermata è stata associata nella casa circondariale di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre “Dorina” è stata condotta in una struttura protetta.
Personale della squadra mobile – Squadra “Catturandi”, ha arrestato Josap Antony Phala Mandaige, 58 anni, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso in data 9.3.2017 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’ Appello – Ufficio Esecuzioni Penali – di Catania, dovendo espiare la pena residua di 9 mesi, 17 giorni di reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, a seguito di sentenza di condanna ad anni 2 di reclusione, emessa in data 3.12.2013 dalla Corte d’Appello di Catania. L’uomo era stato posto in stato di fermo di indiziato di delitto il 16 dicembre 2001, unitamente ad altri nove connazionali, in quanto ritenuto responsabile di uno sbarco di migranti, di etnia cingalese, giunti a bordo di un’imbarcazione in legno di 15 mt. sul litorale di Marina di Cottone. In particolare, l’uomo era stato individuato come lo skipper dell’imbarcazione.