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09.08.2026

Su tutte le furie dopo la morte di un parente: caos e violenza al Cannizzaro di Catania

di Redazione | 3 min di lettura

I parenti della vittima, sconvolti dal lutto, avrebbero forzato le barriere di ingresso del reparto di Rianimazione, aggredendo medici e infermieri

Su tutte le furie dopo la morte di un parente: caos e violenza al Cannizzaro di Catania
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Caos nel tardo pomeriggio di ieri all’ospedale Cannizzaro di Catania. A generare scompiglio sarebbe stata la reazione di alcuni familiari venuti a conoscenza della morte di un paziente.

Erano circa le 18 quando i parenti della vittima, sconvolti dal lutto, avrebbero forzato le barriere di ingresso del reparto di Rianimazione, aggredendo medici e infermieri.

Necessario, per ristabilire l’ordine, l’intervento della vigilanza privata dell’ospedale. Presenti anche gli agenti della Questura di Catania.

Attanasio (Cisl Catania): “Comprendiamo dolore, ma occorre rispetto

“Quello che è accaduto ieri nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cannizzaro di Catania è l’ennesimo episodio gravissimo. In un luogo del dolore e di fronte alla morte di una persona comprendiamo lo smarrimento dei familiari, ma nulla può giustificare la violenza e l’aggressione nei confronti di chi, in quel momento, stava semplicemente facendo il proprio lavoro. Servono Triage meglio organizzati, adeguati servizi di vigilanza e controllo, protocolli di gestione chiari: la sicurezza deve essere parte integrante dell’organizzazione sanitaria e non una risposta emergenziale”.

Lo afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della CISL di Catania, intervenendo sull’episodio avvenuto nel reparto di Rianimazione del Cannizzaro.

“Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia della persona deceduta e – sottolinea Attanasio – la piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori coinvolti. Ci auguriamo che gli accertamenti possano chiarire rapidamente la dinamica dei fatti e le eventuali conseguenze subite dal personale”.

“Dal San Marco al Policlinico, dal Garibaldi al Cannizzaro – ricorda poi Attanasio – non possiamo continuare ad assistere a episodi nei quali chi lavora nei nostri pronto soccorsi, oltre a dover affrontare turni massacranti, carenze di personale, carichi di responsabilità e condizioni di lavoro spesso difficili, è costretto anche a vivere nella paura di essere aggredito. Questo clima di insicurezza rischia, tra l’altro, di rendere ancora meno attrattivo il lavoro nei Pronto Soccorso e nei reparti maggiormente esposti. Medici, infermieri, operatori sanitari e tutto il personale devono poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza e con la serenità necessaria per prendersi cura degli altri”.

“Per la CISL Catania e le sue Federazioni del comparto sanitario,Cisl Medici, FP CISL, e Fisascat CISL, quella della sicurezza negli ospedali non è una questione che può essere affrontata soltanto dopo un’aggressione. Lo abbiamo rappresentato più volte anche nell’ambito dell’Osservatorio prefettizio per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“Sembra quasi di ripetere, ancora una volta, una denuncia già fatta troppe volte. Ma è indispensabile farlo, perché la CISL non può rassegnarsi alla normalità di episodi di violenza nei luoghi di cura. Il dolore merita rispetto e comprensione, ma altrettanto rispetto meritano le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano per curare e assistere. La violenza non può mai entrare nei luoghi di cura”.

“Chiediamo all’Azienda Cannizzaro e alle istituzioni competenti – aggiunge Attanasio – di verificare con la massima attenzione quanto accaduto e di adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale e prevenire il ripetersi di episodi simili”.

“Non possiamo chiedere ai nostri operatori sanitari di essere sempre disponibili, umani e professionali – conclude Attanasio – e poi lasciarli soli quando sono loro ad avere bisogno di protezione. Chi cura deve essere tutelato. Chi lavora per la salute delle persone non può lavorare nella paura“.

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