Gli approfondimenti investigativi hanno quindi consentito di ricostruire l'esistenza di precedenti contrapposizioni e tensioni tra alcuni dei soggetti coinvolti
Su disposizione della Procura distrettuale di Catania, i carabinieri della Compagnia di Paternò hanno dato esecuzione al decreto di fermo ed alla successiva ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica del capoluogo etneo, nei confronti di un 20enne residente a Motta Sant’Anastasia, indagato per i reati di tentato omicidio aggravato in concorso, nonché di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e munizioni.
Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di una complessa attività di investigativa condotta dai carabinieri e coordinata da questa Procura della Repubblica, avviata a seguito di una violenta sparatoria verificatasi la sera del 23 agosto scorso a Motta Sant’Anastasia.
Le indagini hanno consentito di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e di acquisire un grave quadro indiziario a carico del giovane.
Intorno alle ore 22:50 infatti, sarebbe giunta alla Centrale Operativa dei carabinieri la notizia di una sparatoria in corso in via Oberdan, nel centro abitato di Motta Sant’Anastasia. Una volta giunti sul posto, i militari hanno avviato gli accertamenti, acquisendo testimonianze e immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
Dalla ricostruzione investigativa è emerso come il 20enne, a bordo di una Fiat Panda bianca, nel corso di un inseguimento, avrebbe esploso numerosi colpi di arma da fuoco in direzione di due motocicli sui quali viaggiavano complessivamente quattro persone.
I due motociclisti sarebbero riusciti ad allontanarsi, mentre la Fiat Panda sarebbe stata successivamente abbandonata nelle campagne di contrada Terre Nere.
Da quel momento ha preso avvio un’articolata attività investigativa che ha consentito di ricostruire progressivamente gli spostamenti dei veicoli e delle persone coinvolte, attraverso la disamina dei sistemi di videosorveglianza, gli accertamenti tecnici, le attività di osservazione e l’analisi dei dati relativi alle utenze telefoniche.
Gli approfondimenti investigativi hanno quindi consentito di ricostruire l’esistenza di precedenti contrapposizioni e tensioni tra alcuni dei soggetti coinvolti, appartenenti a diversi gruppi criminali, contesto nel quale, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe maturata la sparatoria.
Il complesso degli elementi acquisiti nel corso delle indagini avrebbe consentito di collegare
progressivamente il giovane tratto in arresto all’autovettura utilizzata durante l’inseguimento e alla successiva fuga.