CATANIA – Una donna di 43 anni, originaria di Enna, è stata arrestata dalla Polizia di Stato dopo aver rubato due bracciali d’oro del valore complessivo di circa 1.500 euro in una gioielleria del centro cittadino.
L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi e ha avuto come scenario le vie dello shopping del centro di Catania.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la donna sarebbe entrata nel negozio insieme alla figlia di sette anni, probabilmente per non destare sospetti.
Dopo essersi soffermata tra gli espositori e aver chiesto alcune informazioni alle commesse, con un gesto rapido avrebbe afferrato due bracciali in oro, per poi uscire dal negozio e tentare la fuga.
Una delle dipendenti si è accorta del furto e ha deciso di inseguire la donna lungo via Etnea, riuscendo a raggiungerla in piazza Stesicoro. Qui la commessa le avrebbe chiesto di restituire i gioielli appena sottratti.
La reazione della 43enne sarebbe stata violenta: secondo la ricostruzione della polizia avrebbe afferrato la dipendente per il collo nel tentativo di sottrarle anche una collanina in oro, senza però riuscirci. Subito dopo si sarebbe allontanata salendo sull’auto parcheggiata in piazza e dileguandosi tra le strade del centro storico.
Il personale della gioielleria ha immediatamente contattato la sala operativa della Questura, che ha inviato una pattuglia per soccorrere la vittima e avviare le ricerche della donna.
Grazie alle descrizioni fornite e alle prime verifiche sul territorio, gli agenti della squadra volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico sono riusciti a intercettare l’auto poco dopo in via Gambino, con la donna ancora a bordo e la figlia sul sedile passeggero.
La 43enne, che nel frattempo si sarebbe disfatta della refurtiva, è stata riconosciuta dalla commessa. Determinanti anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che avrebbero documentato il furto.
Per la donna è scattato l’arresto in flagranza per rapina impropria, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Informato il pm di turno del Tribunale di Catania, la 43enne è stata condotta in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip.
Alla luce della gravità dell’episodio, la figlia di sette anni che si trovava con la madre al momento dei fatti è stata temporaneamente affidata alla zia.