Il festival che unisce vino, cultura e territorio
I vini bianchi trainano il mercato e la cultura del bere in Sicilia, arrivando a sfiorare il 65% dell’intera produzione regionale. Non si tratta di una moda passeggera, ma di una vera e propria trasformazione dello stile di vita, guidata dalla ricerca di maggiore freschezza e versatilità. Per celebrare questo fenomeno, il cuore di Catania si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Bianchi di Sicilia – Il sole nel calice”, l’unico evento dell’Isola interamente dedicato a questo segmento.
I dettagli della manifestazione sono stati svelati ufficialmente questa mattina al Palazzo della Cultura. All’incontro hanno preso parte l’assessore comunale Andrea Guzzardi, la vicepresidente di AIS Sicilia Maria Grazia Barbagallo, e Nicola Vitale (CEO di Sullaluna). La risposta del mondo produttivo è andata oltre le aspettative: saranno oltre 130 le cantine presenti da tutta la regione, isole minori comprese, pronte a lasciare momentaneamente le vigne nel pieno periodo della vendemmia per sposare il progetto.
Ad aprire la conferenza è stato l’assessore Andrea Guzzardi, che ha elogiato il coraggio e il valore dell’iniziativa: “Organizzare un evento in città non è qualcosa di scontato. Per noi è sembrato giusto collegare il mondo del vino, la cultura e la storia. Piazza Università è la sede del nostro ateneo, ma è anche una delle porte principali del turismo di Catania. Questa manifestazione è all’altezza di una città che merita tanto”.
L’evento vanta il supporto di una fitta rete istituzionale, tra cui il patrocinio dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, della Camera di Commercio, del Comune e dell’Università degli Studi di Catania. Quest’ultima parteciperà attivamente aprendo le sue porte con le mostre della Facoltà di Turismo e il coinvolgimento diretto degli studenti di enologia della Facoltà di Agraria.
Per Maria Grazia Barbagallo, vicepresidente di AIS Sicilia, questa edizione rappresenta il coronamento di un obiettivo strategico e divulgativo, esaltato dal fatto che Catania è da qualche anno a tutti gli effetti “Città del Vino”: “Il mio sogno era portare il vino fuori dalle aule e dalla didattica, per guidarlo tra la gente comune e i turisti. I bianchi sono diventati importantissimi nell’isola, superando il 65% della produzione. Il festival sarà una grande espressione di cittadinanza attiva”.
Il programma si svilupperà in due momenti chiave:
La vera novità di quest’anno risiede nella sinergia commerciale con il tessuto urbano, un elemento fortemente voluto dall’amministrazione e coordinato dagli organizzatori. Tutte le attività ristorative che si affacciano su Piazza Università saranno protagoniste attive, erogando i servizi di ristorazione attraverso menù dedicati studiati per esaltare gli oltre 130 banchi d’assaggio.
Un concetto di “fare rete” espresso chiaramente dall’imprenditore Nicola Vitale (Piazza Scammacca): “Quando un sogno è individuale ha un certo valore, quando si condivide ne prende un altro. La squadra cresce. Abbiamo voluto coinvolgere tutte le attività commerciali della piazza per creare un marketing territoriale diffuso e moltiplicatore. Il vino fa da filo conduttore per un festival culturale: non vogliamo essere un singolo evento, ma una destinazione capace di consolidarsi negli anni“.
Il Palazzo di Città, recentemente ristrutturato, aprirà inoltre le sue porte al pubblico offrendo visite guidate e ospitando una mostra d’arte all’interno del proprio chiostro, a conferma di un evento che punta a ridefinire le abitudini di consumo e l’accoglienza turistica della città.