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04.08.2026

Rischio sismico a Catania, la consigliera Angela Cerri presenta un’interrogazione sulla pianificazione comunale

di Redazione | 2 min di lettura

Chiesti chiarimenti sull'utilizzo degli studi di Microzonazione Sismica e sull'integrazione nel nuovo Piano urbanistico generale

Rischio sismico a Catania, la consigliera Angela Cerri presenta un’interrogazione sulla pianificazione comunale
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Rafforzare gli strumenti di pianificazione per migliorare la prevenzione e la riduzione del rischio sismico. È questo l’obiettivo dell’interrogazione consiliare presentata dalla consigliera del III Municipio Borgo-Sanzio, Angela Cerri, che chiede all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sull’utilizzo degli studi di Microzonazione Sismica di Livello 3 e sulle strategie adottate per la sicurezza del territorio.

Catania tra le città italiane più esposte al rischio sismico

L’iniziativa nasce a seguito del convegno “Infrastrutture e rischio sismico”, svoltosi a Catania il 20 giugno scorso, e prende spunto dalle numerose attività di ricerca e approfondimento promosse negli ultimi anni dall’Università di Catania, dall’INGV, dal Dipartimento della Protezione Civile e dagli Ordini professionali. Secondo la consigliera, tali studi hanno evidenziato la necessità di potenziare gli strumenti di conoscenza del territorio e la pianificazione finalizzata alla prevenzione e alla mitigazione del rischio sismico, particolarmente elevato nel capoluogo etneo per le caratteristiche geologiche e per la presenza di un vasto patrimonio edilizio costruito prima dell’introduzione delle moderne norme antisismiche.

Le richieste rivolte al Comune

Nell’interrogazione, Cerri chiede di conoscere se gli studi di Microzonazione Sismica di Livello 3, approvati dalla Regione Siciliana nel 2026, siano stati formalmente acquisiti dal Comune di Catania e quali uffici ne curino l’aggiornamento e l’utilizzo.

La consigliera domanda inoltre se tali studi siano stati recepiti nel nuovo Piano Urbanistico Generale, nella pianificazione urbanistica comunale, nella programmazione delle opere pubbliche e nel Piano comunale di Protezione Civile, nonché se l’Amministrazione abbia predisposto o intenda realizzare una cartografia tematica della vulnerabilità del patrimonio edilizio, utile a orientare gli interventi di rigenerazione urbana, miglioramento e adeguamento sismico.

La proposta: un Piano strategico comunale per il rischio sismico

Secondo Angela Cerri, la disponibilità di un sistema informativo integrato, capace di mettere in relazione gli studi di microzonazione con le caratteristiche del patrimonio edilizio esistente, rappresenterebbe uno strumento fondamentale per individuare le priorità di intervento, programmare gli investimenti e incrementare la sicurezza della popolazione.

Per questo motivo, la consigliera propone di valutare la predisposizione di un Piano Strategico Comunale per la Riduzione del Rischio Sismico, che coordini pianificazione urbanistica, protezione civile, opere pubbliche, tutela delle infrastrutture strategiche e rigenerazione urbana, valorizzando il patrimonio di studi e conoscenze sviluppato negli ultimi anni dalle istituzioni scientifiche e dagli enti pubblici.

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