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16.07.2019

Ragazza molestata dal branco nel Catanese, giovane la salva ma denuncia su Facebook: “Non posso più uscire di casa. Perché quelli onesti devono nascondersi?”

di Redazione
Ragazza molestata dal branco nel Catanese, giovane la salva ma denuncia su Facebook: “Non posso più uscire di casa. Perché quelli onesti devono nascondersi?”

ADRANO – Ha deciso di raccontare su Facebook le molestie, sia fisiche che verbali, subite da una giovane di Adrano con la quale si frequentava, avvenute venerdì 12. Poi come racconta alla pagina “Non pallate se non sapete le cose” del noto social di Zuckerberg, il ragazzo, che ha preferito restare anonimo, ha denunciato quanto successo alla polizia del comune della provincia catanese.

Ad aiutare le ricerche sono state, oltre alla testimonianza della vittima e del ragazzo, che l’avrebbe salvata portandola in una vicina panineria, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per l’identificazione degli autori del gesto.

Su quanto avvenuto starebbe indagando la procura, soprattutto dopo la denuncia presentata dai due giovani. I presunti responsabili, secondo quanto riferito nel post, sarebbero finiti in carcere per quanto successo.

Come raccontato, il giovane avrebbe salvato la ragazza facendole da scudo contro il “branco” per evitare che la toccassero ancora. Poi avrebbe chiamato i soccorsi e immediato sarebbe stato l’arrivo della polizia. L’indomani, i due avrebbero denunciato il fatto.

Ma la denuncia, come racconta il giovane, non avrebbe calmato gli animi, bensì avrebbe generato la paura di ritorsioni nei loro confronti.

Ci hanno tenuti in commissariato e mi è salito un senso d’orgoglio a vedere come hanno pagato per quello che hanno fatto con il carcere – racconta l’anonimo protagonista della vicenda -. Ma quando c’è stato il raduno dei genitori fuori, ci siamo dovuti nascondere e rimanere chiusi nella stanza con i poliziotti“.

Poi si chiede: “Perché va così? Perché quelli onesti devono nascondersi per forza? Coprire la faccia.  Sentiamo le classiche frasi ‘mio figlio non farebbe mai una cosa del genere’, i genitori in lacrime per loro. Dove alcuni erano anche bravi genitori. Mi ritrovo le loro tre belle facce a fissarmi. Una triste, i rimanenti a guardarmi con lo sguardo omicida. Hanno negato anche l’ovvio dalle telecamere, dicendosu minchiati nan fici ninti‘”.

Ed ora? Si giustizia è stata più o meno fatta. Ma mi ritrovo chiuso in casa, costretto ad abbassarmi in macchina quando sono dietro perché mi possono riconoscere – dichiara con angoscia il ragazzo -. Potrò avere ritorsioni.  Non posso uscire fuori casa, né frequentare posti affollati del paese o pub. Non posso più fare nulla qui semplicemente perché ho fatto la cosa giusta. Le macchine le devo tenere dentro perché potrebbero bruciarle. Mio fratello dovrà fare attenzione se esce e i miei nonni pure. Tutto ciò perché?  Perché ho denunciato delle persone che non meritano la libertà e i cui amici ora potranno venirmi a cercare o cercare lei per farcela pagare“.

Poi tuona nel post il giovane: “Non è giusto. Non è per niente giusto. Perché chi ha la coscienza pulita deve nascondersi? E gente come loro si mette in mostra ? Non dovremmo essere noi a uscire a testa alta?“.

Immagine di repertorio

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