CATANIA – A pochi giorni dalla scadenza del termine fissato dal Tribunale Amministrativo Regionale, la CISAL Catania torna a puntare i riflettori su una delle più gravi lacune amministrative della città: l’assenza del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
Con la sentenza del TAR Sicilia – Catania, sezione III, ordinanza del 27 ottobre 2025 n. 3055, il giudice amministrativo ha disposto la nomina del Segretario Generale della Città Metropolitana di Messina quale commissario ad acta, assegnando 180 giorni per dare esecuzione al provvedimento e colmare un ritardo che si trascina da anni.
Il PEBA rappresenta uno strumento urbanistico obbligatorio per legge, fondamentale per garantire a tutti i cittadini – in particolare alle persone con disabilità motorie e sensoriali – il pieno accesso a spazi pubblici, strutture e servizi. Un piano che non riguarda solo una categoria, ma l’intera collettività: anziani, donne in gravidanza e chiunque si trovi, anche temporaneamente, in condizioni di limitata mobilità.
“Vogliamo una città senza barriere, non annunci vuoti”, dichiara Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale CISAL Catania. “L’eliminazione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà e rispetto dei diritti fondamentali. Come CISAL Catania, siamo orgogliosi di aver sollevato la questione già nell’ottobre scorso, in sinergia con l’azione dell’Associazione Luca Coscioni, contribuendo a portare alla luce una situazione non più tollerabile”.
A meno di una settimana dalla scadenza dei 180 giorni previsti dal TAR, il sindacato chiede risposte chiare e immediate: a che punto è l’iter per l’adozione del PEBA a Catania? Quali atti concreti sono stati messi in campo dal commissario nominato?
“La città non può più permettersi ritardi né silenzi – prosegue Lo Schiavo –. Il PEBA non è solo uno strumento tecnico, ma un prerequisito essenziale per abbattere le barriere e garantire pari diritti. La sua assenza espone i Comuni a responsabilità gravi, anche sul piano della discriminazione”.
La giurisprudenza, infatti, è chiara: la mancata adozione del PEBA non costituisce una semplice inadempienza amministrativa, ma rappresenta una vera e propria lesione dei diritti fondamentali dei cittadini.
CISAL Catania lancia un ultimatum: servono atti concreti, tempi certi e trasparenza. La città etnea non può più restare ostaggio dell’immobilismo burocratico.
“Non ci fermeremo – conclude Lo Schiavo – finché Catania non diventerà una città realmente accessibile, inclusiva e degna di tutti i suoi cittadini”.



