Oggi la prima discussione formale in aula sulla cessione della quota di maggioranza della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. Cannizzo: "Il Consiglio eserciti fino in fondo il proprio ruolo di socio pubblico"
La privatizzazione di SAC approda per la prima volta all’esame del Consiglio Metropolitano di Catania. In vista della seduta convocata per oggi, 4 agosto, il Patto per la Sicilia Orientale chiede che il dibattito non si limiti a una presa d’atto della procedura già avviata, ma produca risposte concrete sui numerosi interrogativi che, secondo il movimento civico, restano ancora senza chiarimento.
Il Patto sottolinea come sia la prima volta che il Consiglio Metropolitano affronta formalmente la questione, nonostante la Città Metropolitana di Catania detenga il 12,13% del capitale sociale di SAC.
“Mentre il Consiglio comunale di Catania ha discusso la privatizzazione in più occasioni, producendo mandati vincolanti al sindaco, il Consiglio Metropolitano è rimasto finora ai margini di un dibattito che lo riguarda direttamente come socio pubblico di rilievo”, afferma il promotore del Patto, Franz Cannizzo. “La seduta di oggi colma questa lacuna. Tardi, perché la seconda fase della procedura è già partita il 31 luglio con l’ammissione di dieci operatori internazionali. Ma non troppo tardi, se il Consiglio saprà produrre atti concreti invece di semplici dichiarazioni”.
Il movimento ricorda di aver già trasmesso, lo scorso 23 luglio, una serie di quesiti a quindici destinatari istituzionali, fissando al 22 agosto il termine per ricevere le risposte.
Secondo il Patto, i due punti iscritti all’ordine del giorno del Consiglio Metropolitano ripropongono gli stessi interrogativi già avanzati nelle istanze indirizzate alle istituzioni coinvolte nel procedimento di privatizzazione.
Cannizzo rivendica il lavoro svolto negli ultimi mesi dal Patto per la Sicilia Orientale.
“Tre mesi di analisi, un Protocollo d’intesa in tredici articoli, istanze di accesso agli atti fondate su obblighi di legge, una diffida formale e una petizione al Parlamento europeo. Tutto è agli atti e tutto è pubblico. Adesso tocca al Consiglio Metropolitano fare il proprio lavoro, che è diverso e più importante del nostro. Noi siamo soggetti civici, loro rappresentanti eletti di un socio pubblico che ha il diritto e il dovere di pretendere trasparenza”.
Il Patto conclude chiedendo al Consiglio Metropolitano di esercitare pienamente le proprie prerogative istituzionali.
“Le nostre – conclude Cannizzo – non sono domande politiche, ma richieste che riguardano obblighi di legge non ancora soddisfatti pubblicamente. Il Consiglio Metropolitano ha oggi la legittimità per pretendere le risposte che nessuna conferenza stampa ha ancora fornito”.