I sindacati ribadiscono le condizioni ritenute indispensabili per tutelare i lavoratori degli aeroporti di Catania e Comiso: fusione con SAC Service e garanzie occupazionali fino al 2049
La privatizzazione di SAC S.p.A. continua ad alimentare il dibattito pubblico. Nel corso del convegno “Privatizzazione SAC: a chi giova?”, organizzato dall’associazione “Volere la Luna” al Palazzo della Cultura di Catania, CISAL Catania e LEGEA hanno ribadito la loro posizione condividendo il documento programmatico denominato “Patto per la Sicilia Orientale” e tornando a chiedere le dimissioni dell’attuale governance della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso.
All’incontro hanno preso parte il segretario provinciale della CISAL Catania Giovanni Lo Schiavo, insieme a Rita Notarstefano, Loredana Gagliano, Gaetano Aiello e al segretario provinciale della LEGEA Sandro Barbagallo.
Secondo Giovanni Lo Schiavo, il confronto ha rappresentato un momento di approfondimento serio e costruttivo.
«L’evento ha dato la possibilità a tutti gli intervenuti di esplicitare i propri punti di vista nel pieno rispetto del tema. Il dibattito è stato serio, approfondito e ha prodotto un risultato concreto: la proposta di un documento condiviso che individua le condizioni minime e non negoziabili che devono accompagnare il processo di privatizzazione».
Il sindacato ha espresso piena condivisione delle linee guida contenute nel “Patto per la Sicilia Orientale”, illustrato dal consulente economico-finanziario Franz Cannizzo, che ha presentato un’analisi tecnica dell’operazione di cessione della società aeroportuale.
Per CISAL e LEGEA esistono alcuni punti che dovranno necessariamente essere garantiti prima della conclusione della privatizzazione.
Tra questi figura innanzitutto la fusione per incorporazione di SAC Service nella capogruppo SAC, ritenuta indispensabile per uniformare contratti, inquadramenti e diritti dei dipendenti delle due società, evitando disparità di trattamento nella futura gestione.
Altra richiesta considerata imprescindibile riguarda le garanzie occupazionali, che secondo le organizzazioni sindacali dovrebbero essere estese per l’intera durata della concessione aeroportuale, fino al 2049, e non limitate ai cinque anni previsti dall’avviso pubblico.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario provinciale della LEGEA, Sandro Barbagallo.
«Non possiamo accettare che centinaia di famiglie attendano risposte che non arrivano. La nota inviata il 22 giugno è rimasta senza alcun riscontro. Il silenzio è una risposta, ma è quella sbagliata».
Nel corso dell’incontro, Giovanni Lo Schiavo ha rinnovato l’invito rivolto ai vertici di SAC a rassegnare le dimissioni.
«La governance di SAC S.p.A. dovrebbe considerare seriamente l’opportunità di dimettersi. È la conseguenza logica di una gestione che ha prodotto opacità dove serviva trasparenza, silenzio dove serviva confronto e indifferenza verso i lavoratori dove serviva responsabilità. Un management che si presenta come garante di un processo storico per il territorio non può permettersi di ignorare i soggetti che quel territorio lo vivono ogni giorno».
CISAL Catania e LEGEA confermano infine che continueranno a seguire l’evoluzione del percorso di privatizzazione con l’obiettivo di garantire la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori degli scali di Catania e Comiso e di assicurare che il futuro assetto societario salvaguardi occupazione, diritti e sviluppo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale.