I Carabinieri sequestrano 24 piante di cannabis, quasi due chili di marijuana già essiccata e la serra utilizzata per la coltivazione. L'operazione è stata condotta nelle campagne di contrada Schettino
Una serra artigianale perfettamente nascosta tra la vegetazione, all’interno della quale cresceva una piantagione di cannabis, è stata scoperta dai Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Licodia, con il supporto dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”.
L’operazione rientra nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare la produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree rurali del territorio etneo.
L’intervento è stato preceduto da una mirata attività investigativa e da una ricognizione del territorio che ha indirizzato i sospetti degli investigatori su un fondo agricolo situato in contrada Schettino, nel territorio di Paternò.
Ritenendo che il terreno potesse essere utilizzato per una coltivazione illecita di stupefacenti, i Carabinieri hanno organizzato un servizio di osservazione discreto, seguito da una perquisizione.
I sospetti si sono rivelati fondati.
All’interno di una serra realizzata in legno e plexiglass, abilmente occultata tra la vegetazione, i militari hanno trovato 24 piante di cannabis indica, in pieno stato vegetativo.
Le verifiche sono poi proseguite nei fabbricati presenti all’interno della proprietà.
Nel corso dell’ispezione di un magazzino adiacente alla serra, i Carabinieri hanno rinvenuto un sacco in plastica contenente quasi due chilogrammi di marijuana già essiccata, ritenuta pronta per le successive fasi di lavorazione e per la presumibile immissione nel mercato illecito.
I test preliminari eseguiti sul posto hanno confermato che la sostanza sequestrata era effettivamente marijuana.
L’intera piantagione, la droga rinvenuta e la serra utilizzata per la coltivazione sono state sottoposte a sequestro penale.
Il proprietario del terreno, un 50enne residente a Paternò, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria, sulla base degli indizi raccolti, per coltivazione illecita e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
La sua posizione sarà ora valutata dall’autorità competente e resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
L’Arma dei Carabinieri evidenzia come il risultato sia frutto della costante attività di monitoraggio del territorio, della conoscenza delle aree rurali e del supporto specialistico dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, impegnato nei controlli delle zone più isolate e difficilmente accessibili.
L’obiettivo è intercettare le coltivazioni illegali prima che possano alimentare il mercato degli stupefacenti e rafforzare il contrasto alle attività criminali nelle campagne dell’Etna.