CATANIA – Nella giornata simbolo del 25 novembre, la CGIL di Catania ha scelto di trasformare il Salone Russo in un luogo di denuncia e consapevolezza, facendo emergere ciò che troppo spesso resta nascosto nei luoghi di lavoro: molestie, discriminazioni, ricatti e mobbing.
A dare avvio all’assemblea sono stati i saluti del segretario generale Carmelo De Caudo, che ha ricordato come «il tema non sia marginale, ma centrale, perché riguarda dignità, libertà e benessere delle persone».
La relazione introduttiva è stata affidata a Rosaria Leonardi, segretaria confederale CGIL, che ha offerto un quadro drammaticamente chiaro:
“Le molestie non sono episodi isolati – ha detto Leonardi – ma si radicano dove mancano prevenzione, formazione e una cultura del rispetto. Non possiamo più accettare la normalizzazione del sopruso”.
Leonardi ha sottolineato anche i nodi strutturali: gap salariale del 25%, contratti precari, part-time involontario, discriminazioni legate alla maternità. “Tutte – ha aggiunto – forme di disuguaglianza che generano vulnerabilità e abusi“.
L’assemblea ha raccolto gli interventi delle delegate delle categorie CGIL e di numerose realtà impegnate nel sociale:
Un confronto che ha messo in luce un dato essenziale: la violenza di genere, dentro e fuori il lavoro, è ancora profondamente radicata in logiche patriarcali.
Il momento più intenso è arrivato con il monologo di Tiziana Grasso, “Non sono nata per avere paura”, scritto in memoria di Stefania Noce, la giovane attivista catanese uccisa nel 2011 dall’ex fidanzato. Un ricordo che ha attraversato la sala con la forza delle storie che non devono essere dimenticate.
A chiudere i lavori è stata Gabriella Messina, segretaria regionale CGIL Sicilia, che ha richiamato la necessità di politiche strutturali: “Il contrasto alla violenza sulle donne deve diventare una priorità reale. Servono prevenzione, autonomia economica, lavoro stabile e di qualità. Non possiamo continuare a vivere nell’emergenza mentre osservatorio e cabina di regia regionale restano fermi”.
Messina ha denunciato anche l’assenza di misure concrete nella legge finanziaria regionale, ricordando lo sciopero generale del 12 dicembre promosso dal sindacato.
Il giorno precedente, sempre nel Salone Russo, una tavola rotonda dal titolo “Dalle ferite all’impegno e alla responsabilità sociale” ha offerto un momento di grande intensità emotiva e civile.
Protagoniste assolute sono state le madri di due giovani vittime di femminicidio:
Le loro voci, tra dolore e forza, hanno trasformato la sofferenza in un richiamo potente alla responsabilità collettiva, lasciando la platea profondamente scossa.
All’incontro sono intervenuti anche:
La moderazione è stata affidata alla regista Nella Condorelli, mentre gli attori Luisa La Carrubba e Giovanni Zuccarello hanno interpretato letture tematiche tratte dai testi scelti per la giornata.
Dal grido delle delegate alla voce delle madri, l’appello è unanime: la violenza di genere non è un’emergenza, è un problema strutturale.
E a Catania, il 24 e 25 novembre, questo messaggio è risuonato forte: non siamo nate per avere paura.