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28.08.2018

Niente scontrini fiscali e attività senza autorizzazioni: lungomare e quartieri di Catania nell’illegalità

di Redazione
Niente scontrini fiscali e attività senza autorizzazioni: lungomare e quartieri di Catania nell’illegalità

CATANIA – Nei giorni scorsi, il personale del Commissariato Borgo Ognina e del reparto prevenzione crimine Sicilia orientale, in collaborazione con gli agenti della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, ha effettuato un servizio di controllo straordinario del territorio.

Gli accertamenti sono stati effettuati nelle zone del lungomare e della Scogliera, nei quartieri Picanello e Canalicchio, zone frequentate da parecchi turisti dato il periodo estivo.

Sono stati sanzionati diversi parcheggiatori abusivi: a uno di questi è stato inflitto l’ordine di allontanamento, inoltre, sono stati effettuati diversi posti di controllo durante i quali sono state identificate 49 persone e controllati 17 veicoli.

Sono state contestate numerose infrazioni al Codice della Strada e sono stati effettuati 338 controlli di targhe. Sono stati sequestrati auto e motocicli, ritirate diverse carte di circolazione e controllati 10 arrestati domiciliari.

Verifiche anche per diverse attività commerciali abusive che agiscono totalmente in nero. Sono stati, infatti, contestati 5 illeciti amministrativi per esercizio di attività di autoriparatore senza autorizzazione, per vendita di ortofrutta senza autorizzazione e senza requisiti professionali e, infine, per occupazione di suolo pubblico.

Nel corso delle operazioni, sono stati controllati 4 esercizi commerciali ed elevate sanzioni per la mancata emissione dello scontrino fiscale e per l’omessa installazione del misuratore fiscale.

Durante le operazioni, è stata sequestrata l’attrezzatura di un’officina di autoriparazioni, utilizzata dal titolare in modo del tutto illegale, installata all’interno di un garage privo dei requisiti necessari.

In ultimo, è stato sequestrato un ingente quantitativo di ortofrutta, che è stato devoluto in beneficienza alla Caritas Diocesana di via Vittorio Emanuele e all’Istituto Madonna della Provvidenza di via della Concordia, a Catania. In questo caso, sono state effettuate sanzioni pari a 15mila euro.

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