Metropolitana di Catania, il 2021 è l’anno della svolta? Cantieri e confronto con altre realtà nazionali

Metropolitana di Catania, il 2021 è l’anno della svolta? Cantieri e confronto con altre realtà nazionali

CATANIA – Può bastare una linea metropolitana lunga appena 8,8 km per soddisfare le esigenze di mobilità della settima città d’Italia? La risposta, in tal senso, non può che essere negativa se si considera che quotidianamente, da e per il capoluogo etneo, si spostano migliaia di cittadini.

Il dato diventa decisamente più corposo aggiungendo il consistente afflusso proveniente dai paesi dell’arco pedemontano e ormai completamente inglobati in un’unica grande conurbazione.


Oltre 20 anni di ritardi e intoppi

Dall’11 luglio 1999, data nella quale venne ufficialmente battezzato il primo tratto, la metropolitana di Catania ha conosciuto uno sviluppo ‘a passo di lumaca’. Il lento progresso è stato determinato non solo da una serie di ritardi sul cronoprogramma dei lavori, ma anche a causa di alcuni impedimenti nati in corso d’opera.

In molti ricorderanno, infatti, la questione relativa all’abbattimento del cosiddetto “nodo Fastweb” avvenuto soltanto nel 2015 o i problemi giudiziari della Tecnis, società appaltatrice. Nel 2020 l’emergenza Coronavirus ha inoltre segnato pesantemente l’attività del servizio, specialmente sotto il profilo dell’affluenza.

Per due mesi, nel corso del lockdown nazionale, la metropolitana di Catania è rimasta chiusa al pubblico ed è stato necessario dirottare il traffico sui mezzi su gomma prima di riprendere a orari ridotti. Altro importante episodio, per il blocco dello sviluppo, è stato il crollo della palazzina di via Castromarino che ha determinato lo stop momentaneo agli scavi della tratta Stesicoro-Palestro.

Le altre metropolitane italiane

Il confronto con le altre principali realtà nazionali risulta ancora squilibrato. Difficile fare paragoni, al momento, con le linee metropolitane di Milano e Roma, decisamente più estese e ramificate. La metro meneghina è, a oggi, la più grande d’Italia con 96,8 km di lunghezza e oltre un centinaio di fermate.

Quella capitolina, la più ‘anziana’ del Paese, si dirama per 61 chilometri e la sua terza linea, la “Metro C”, è ancora in fase di costruzione. I treni della metropolitana di Napoli, ritenuta tra le più belle d’Europa e realizzata con il contributo di diversi artisti, viaggiano lungo 20 km.

La linea etnea, invece, ‘batte’ la metropolitana di Genova, lunga appena 7,2 km e con sole otto fermate attive. È comunque in programma un prolungamento del percorso in direzione delle periferie che dovrebbe prendere piede nel corso dei prossimi mesi.

Il 2021 anno della svolta?

Il 2021 potrebbe essere finalmente l’anno della svolta per la metropolitana di Catania. Recentemente sono stati avviati i lavori che permetteranno la costruzione della nuova stazione “Garibaldi-Fontana” che permetterà ai viaggiatori di fare ingresso direttamente all’interno dell’importante presidio ospedaliero di Nesima.

Sempre nell’ottica dell’espansione del servizio, rimane prioritario il progetto di allungamento della metropolitana catanese in direzione delle località presenti ai piedi dell’Etna. Il primo passo sarà quello di collegare Misterbianco con 2,2 km di tratta e l’installazione di due fermate entro i prossimi anni.

Da Misterbianco, la metropolitana è destinata a connettersi con Paternò prima e Adrano poi, promettendo di soddisfare dunque le necessità di un’ampia porzione dell’hinterland etneo. La crescita della Metro guarda anche alla parte sud di Catania, con l’integrazione della stazione ferroviaria di Fontanarossa-Santa Maria Goretti con il servizio metropolitano.

L’intenzione è quello di alleggerire il traffico della stazione centrale di piazza Giovanni XXIII e procedere al successivo collegamento tra la stazione di piazza Stesicoro con l’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania. La ‘deadline’ è prevista per il 2028. Il progetto finale della metropolitana di Catania prevede una lunghezza complessiva di 45 km e 37 stazioni.

Immagine di repertorio