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26.07.2018

Maxi sequestro ai Laudani: confiscati beni per 9 milioni di euro

di Redazione
Maxi sequestro ai Laudani: confiscati beni per 9 milioni di euro

CATANIA – Su proposta di questa procura, il tribunale di Catania, sezione misure di prevenzione, ha emesso due decreti di confisca dei patrimoni, del valore complessivo di 9 milioni di euro, illecitamente accumulati da Francesco Costantino, detto “Nuccio u Cannaleri”, 57enne, e Omar Scaravilli, 37enne attualmente detenuto. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania.

I due sono stati destinatari di diverse pronunce giudiziarie che li connotano per la loro appartenenza alla criminalità organizzata di stampo mafioso. In particolare:

  • Francesco Costantino è stato condannato, con sentenza divenuta irrevocabile, per aver fatto parte del clan etneo dei Laudani e per rapina e furto aggravati e per detenzione illegale di armi e munizioni. Risulta anche coinvolto in una vicenda processuale nella quale è imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso per essersi adoperato, a vantaggio del clan, per riscuotere il “pizzo” ai danni di un’impresa di fabbricazione di fuochi pirotecnici. Inoltre, in un’altra investigazione, più recente, è indagato per il significativo ruolo organizzativo assunto nell’ambito del clan di San Giovanni La Punta;
  • Omar Scaravilli, già condannato con sentenza irrevocabile per due episodi di ricettazione, è stato nel tempo destinatario di due ordini di custodia cautelare in carcere per la sua appartenenza all’associazione mafiosa etnea del clan Laudani e per la commissione di reati di estorsione e lesioni, aggravati dal metodo mafioso.

I militari hanno condotto mirate indagini patrimoniali nei confronti dei due e dei rispettivi nuclei familiari all’esito delle quali è emersa la assoluta sproporzione dei beni posseduti rispetto ai redditi dichiarati al fisco.

La conclamata pericolosità sociale dei due uomini e l’accertata sproporzione dei loro patrimoni hanno portato, tra i mesi di giugno e luglio 2016, all’adozione da parte del tribunale Etneo, su proposta di questa Procura, del sequestro anticipato dell’ingente patrimonio mafioso accumulato.

A completamento del procedimento camerale, è stata applicata ai due la misura della sorveglianza speciale per tre anni e ordinata la confisca dei beni oggetto del sequestro anticipato (25 immobili, 2 terreni, 2 attività aziendali, 2 auto, 2 motorini e 9 rapporti finanziari), ora eseguita dagli investigatori del nucleo polizia economica finanziaria di Catania.

Il patrimonio in questione sarà affidato alla gestione dell’agenzia nazionale per i beni confiscati.