Lavoratori Motorizzazione di tutta la Sicilia sul piede di guerra: “Vogliamo essere riqualificati”

Lavoratori Motorizzazione di tutta la Sicilia sul piede di guerra: “Vogliamo essere riqualificati”

CATANIA – Continua anche alla Motorizzazione civile di Catania, come nel resto delle Motorizzazioni siciliane, lo stato di agitazione dei dipendenti regionali appartenenti alle categorie “A” e “B” per rendere manifesto il sempre più crescente malessere causato dalla condizione in cui sono ormai relegati da anni. Una situazione che sta interessando oltre quaranta lavoratori nell’ufficio di Catania e centinaia in tutto il territorio siciliano, che potrà comportare disagi nell’espletamento dei servizi all’utenza.

Ci vediamo purtroppo costretti a dover alzare il livello della protesta visto che continuiamo a non ricevere risposte dalle varie Amministrazioni regionali che si sono succedute nel tempo” – dice per la federazione provinciale Ugl Autonomie, il coordinatore per le figure professionali di categoria “A” e “B” e lavoratore della Motorizzazione etnea, Alessandro Catalano -. “Siamo tutti stanchi ed esasperati e non possiamo ancora continuare ad attendere, dopo tanti anni, le attività di riclassificazione e riqualificazione promesse da ogni amministratore che è passato dai palazzi della Regione. Sin dal giorno dell’assunzione e nel tempo con maggiore intensità a causa della progressiva fuoriuscita di personale di categoria superiore, con passione e dedizione, svolgiamo mansioni che, di fatto, spetterebbero agli istruttori. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare per spirito di servizio e per evitare ai nostri uffici di non poter riuscire assicurare la mole di prestazioni da erogare all’utenza, cosa che infatti non è avvenuta grazie alla nostra presenza quotidiana anche nelle attività esterne”, fa notare Catalano, a nome dei colleghi.



Alla luce di ciò ci siamo appellati a presidenti ed assessori per far valere il nostro diritto ad una giusta riclassificazione e riqualificazione. Senza una risposta certa a quella che è la nostra legittima richiesta di avere regolarizzata una posizione lavorativa ampiamente consolidata, con le indispensabili procedure interne, ci troviamo costretti a dover reclamare ogni nostro diritto con l’astensione da tutte quelle iniziative lavorative precipue della mansione superiore che abbiamo fatto, dimostrando di saperlo fare, con relative conseguenze per il corretto andamento del servizio di Motorizzazione civile” – Catalano conclude -. “Non possiamo più nascondere la paura di dover tornare indietro dopo tanti sacrifici e, soprattutto, senza avere alcuna colpa se non quella di essere stati continuamente disponibili. Siamo stanchi di attendere e siamo subito pronti allo sciopero se l’Amministrazione regionale non coglierà questo nostro accorato appello”.

Intanto, domani, mercoledì 19 aprile 2023 dalle 9 alle 10,30, le sigle sindacali hanno indetto un’altra assemblea sindacale dei lavoratori della Motorizzazione civile etnea per fare il punto della situazione e discutere delle iniziative da intraprendere nelle prossime settimane, per rivendicare il diritto dei profili “A” e “B” di essere riqualificati e riclassificati, non escludendo anche forme di sciopero.