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11.07.2026

La truffa del finto carabiniere arriva a San Michele di Ganzaria – VIDEO

di Redazione | 2 min di lettura

Arrestato un 38enne accusato della truffa del finto carabiniere ai danni di una 69enne di San Michele di Ganzaria

La truffa del finto carabiniere arriva a San Michele di Ganzaria – VIDEO
Indice

I carabinieri della stazione di San Michele di Ganzaria, con il supporto dei militari della compagnia carabinieri di Catania Fontanarossa, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Caltagirone su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un 38enne, gravemente indiziato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

La truffa

L’attività investigativa è scattata dopo la denuncia presentata da una 69enne di San Michele di Ganzaria, rimasta vittima, il 14 novembre 2024, della nota truffa del “finto carabiniere”.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, condivisa dal gip nella fase cautelare, la donna sarebbe stata contattata telefonicamente da un complice che, spacciandosi per un appartenente all’Arma dei carabinieri, le avrebbe raccontato che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Per evitare presunte conseguenze giudiziarie, le sarebbe stato chiesto di consegnare con urgenza una consistente somma di denaro.

Contemporaneamente, la figlia della vittima sarebbe stata convinta ad allontanarsi dall’abitazione con il pretesto di recarsi prima in caserma e poi in Comune, rimanendo costantemente impegnata al telefono per impedirle qualsiasi verifica.

Approfittando della situazione, un secondo uomo si sarebbe presentato nell’abitazione dell’anziana, qualificandosi falsamente come consulente dell’azienda presso cui lavorava il figlio. In due distinti accessi sarebbe riuscito a farsi consegnare 18mila euro in contanti e numerosi monili in oro.

Le indagini

Le indagini condotte dai carabinieri hanno permesso di ricostruire con precisione l’intera vicenda grazie a un’approfondita attività investigativa.

Fondamentale si è rivelato il sopralluogo effettuato subito dopo la scoperta della truffa. I militari hanno recuperato e sequestrato un bicchiere di plastica dal quale il presunto autore aveva bevuto durante la sua permanenza nell’abitazione, lasciando inconsapevolmente una traccia biologica.

Determinante anche l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, che ha consentito di documentare gli spostamenti dell’uomo, individuare il veicolo utilizzato per raggiungere il paese e ricostruire con precisione i suoi movimenti. Le verifiche nelle banche dati hanno inoltre permesso di collegare il mezzo al 38enne, la cui fisionomia risultava compatibile con quella ripresa dalle telecamere.

I provvedimenti presi

La svolta è arrivata grazie agli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti dalla Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri di Catania e dal Ris di Messina. Dal bicchiere sequestrato è stato infatti estratto un profilo genetico che, confrontato con il Dna dell’indagato dopo il prelievo biologico disposto dall’autorità giudiziaria, è risultato perfettamente coincidente, confermando la presenza dell’uomo nell’abitazione della vittima durante la consumazione della truffa.

Alla luce degli elementi raccolti, il gip del Tribunale di Caltagirone ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo la custodia in carcere del 38enne. Dopo l’esecuzione del provvedimento, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Caltagirone.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dal principio costituzionale della presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata in via definitiva soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

Il video

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